Caldo zanzare bestemmie

Troppo caldo, basta!
Stanotte le zanzare m’hanno traforato.
Ho dormito due ore, male.
Oggi sono incazzato nero.
E c’è stracaldo.
E allora bestemmio.
Fortunatamente il disco (ep) nuovo dei grandaddy è strepitoso, quindi mi consolo.
Adesso vado giù, al fresco.
Mi serve un cavo telefonico da 30 metri, per poter portare giù il pc.
Cazzo.
Fanculo.

Freddo

Rivoglio l’inverno.
Voglio il freddo.
Il gelo.
Il ghiaccio.
Basta.
Non ne posso più di questo merdosissimo caldo.
Basta, cazzo!!!
Oltretutto, le nuvole compaiono solo quando devo andare in piscina, porca troia!
Fanculo.
Fanculo.
Fanculo.
VOGLIO IL FREDDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

La croce verde di sto cazzo

Scena: salendo i giganteschi scaloni areniani, in marmo, mi son dimenticato di alzare la gamba quel tanto che basta per compiere una normale scalata areniana. Colpa dei 40mila gradi di stasera e dei troppi liquidi persi, immagino.
Risultato: ho sbattuto il ginocchio sullo spigolo appuntito in marmo.
Ulteriore risultato: gamba paralizzata dal dolore, talmente forte da risultare quasi piacevole, e bestemmia rimbalzata dal settore D in tutto l’anfiteatro.
Ancora: proseguo la salita diretto verso una bionda tedesca oscena che vuole un libretto.
Fortunatamente lo sforzo ha portato alla vendita di 4 libretti totali.
La gamba è praticamente morta.
Ho la pelledoca, una sensazione proprio del cazzo.
Decido di pigliarmi una pausa, faccio un salto al centro della Croce Verde.
Chiedo “Avete del ghiaccio?” mi dicono “prova a salire sull’ambulanza”.
Salgo.
Chiedo “Avete del ghiaccio?”.
Una tipa, di spalle, mi dice “no, prova ad andare a chiederlo al bar” (AL BAR????)
Poi si gira, vede che sono uno stronzo lavoratore areniano, sbuffa, apre un cassetto e mi da uno di quei sacchettini che, una volta rotti, fanno bello freddo.
Vabbeh, ho male, non rispondo per le rime e me ne vado.
Mi siedo nel settore C, piglio a pugni il sacchettino e godo del suo refrigerio per una decina di minuti.
Poi ricomincio a lavorare, pianino.
Finisco alle nove e un quarto come sempre.
Torno al nostro magazzino, bestemmio ancora perché mi fa male.
Decido di tornare all’ambulanza, dopo dieci minuti, per chiedere un altro sacchetto di ghiaccio.
Dentro di me spero di non trovare la stessa tipa, perché già non era sembrata felice prima, figuriamoci adesso.
Fortuna: non c’è.
Salgo, trovo altre due persone.
Chiedo “Potrei avere gentilmente un sacchetto di ghiaccio?”
Tipa: “Perché?”
Io: “Perché mi sono fatto male”
Tipa: “Dove?” (e qui già mi girano i coglioni…)
Io: “In arena” ridendo
Tipa: “Intendevo dove ti sei fatto male”
Io: “Eh, nel settore C. Ah, forse intendevi dove: al ginocchio”
Tipa: “Come?”
Io: “Senti, se è un problema posso anche comprartelo il ghiaccio, eh”
Tipa: “Mi dai il tuo nome?”
Io (dopo averle dato nome e cognome): “Serve una fotocopia della carta di identità per caso, per avere del ghiaccio dalla Croce Verde?”
Tipa (dandomi il ghiaccio): “Potevi andare a fartelo dare al bar”
Io (incazzato come una iena, o come un porcodio): “Adesso capisco perché, in sette anni che lavoro qui, ho visto più di un morto” e me ne sono andato.
TESTE DI CAZZO
Io capisco che sia necessario registrare tutto quello che danno via (lo fanno anche per una bustina di aulin, per un’aspirina, anche per un po’ di pomata per le zanzare!!! giuro), ma trattarmi come un tossico che vuole la sua dose di morfina per uso personale o per spacciarla a qualche amico m’è sembrato eccessivo.
M’hanno fatto un terzo grado che metà bastava (un primo grado e mezzo).
Se ti dico che mi son fatto male, MI SON FATTO MALE!
Non è che uso quella merda di sacchettino ghiacciato per raffreddarmi i cocktail o per tenermi al fresco il rene che ho asportato alla teenager olandese nel settore D!
CAZZO!

La croce verde di sto cazzo

Scena: salendo i giganteschi scaloni areniani, in marmo, mi son dimenticato di alzare la gamba quel tanto che basta per compiere una normale scalata areniana. Colpa dei 40mila gradi di stasera e dei troppi liquidi persi, immagino.
Risultato: ho sbattuto il ginocchio sullo spigolo appuntito in marmo.
Ulteriore risultato: gamba paralizzata dal dolore, talmente forte da risultare quasi piacevole, e bestemmia rimbalzata dal settore D in tutto l’anfiteatro.
Ancora: proseguo la salita diretto verso una bionda tedesca oscena che vuole un libretto.
Fortunatamente lo sforzo ha portato alla vendita di 4 libretti totali.
La gamba è praticamente morta.
Ho la pelledoca, una sensazione proprio del cazzo.
Decido di pigliarmi una pausa, faccio un salto al centro della Croce Verde.
Chiedo “Avete del ghiaccio?” mi dicono “prova a salire sull’ambulanza”.
Salgo.
Chiedo “Avete del ghiaccio?”.
Una tipa, di spalle, mi dice “no, prova ad andare a chiederlo al bar” (AL BAR????)
Poi si gira, vede che sono uno stronzo lavoratore areniano, sbuffa, apre un cassetto e mi da uno di quei sacchettini che, una volta rotti, fanno bello freddo.
Vabbeh, ho male, non rispondo per le rime e me ne vado.
Mi siedo nel settore C, piglio a pugni il sacchettino e godo del suo refrigerio per una decina di minuti.
Poi ricomincio a lavorare, pianino.
Finisco alle nove e un quarto come sempre.
Torno al nostro magazzino, bestemmio ancora perchè mi fa male.
Decido di tornare all’ambulanza, dopo dieci minuti, per chiedere un altro sacchetto di ghiaccio.
Dentro di me spero di non trovare la stessa tipa, perchè già non era sembrata felice prima, figuriamoci adesso.
Fortuna: non c’è.
Salgo, trovo altre due persone.
Chiedo “Potrei avere gentilmente un sacchetto di ghiaccio?”
Tipa: “Perchè?”
Io: “Perchè mi sono fatto male”
Tipa: “Dove?” (e qui già mi girano i coglioni…)
Io: “In arena” ridendo
Tipa: “Intendevo dove ti sei fatto male”
Io: “Eh, nel settore C. Ah, forse intendevi dove: al ginocchio”
Tipa: “Come?”
Io: “Senti, se è un problema posso anche comprartelo il ghiaccio, eh”
Tipa: “Mi dai il tuo nome?”
Io (dopo averle dato nome e cognome): “Serve una fotocopia della carta di identità per caso, per avere del ghiaccio dalla Croce Verde?”
Tipa (dandomi il ghiaccio): “Potevi andare a fartelo dare al bar”
Io (incazzato come una iena, o come un porcodio): “Adesso capisco perchè, in sette anni che lavoro qui, ho visto più di un morto” e me ne sono andato.
TESTE DI CAZZO
Io capisco che sia necessario registrare tutto quello che danno via (lo fanno anche per una bustina di aulin, per un’aspirina, anche per un po’ di pomata per le zanzare!!! giuro), ma trattarmi come un tossico che vuole la sua dose di morfina per uso personale o per spacciarla a qualche amico m’è sembrato eccessivo.
M’hanno fatto un terzo grado che metà bastava (un primo grado e mezzo).
Se ti dico che mi son fatto male, MI SON FATTO MALE!
Non è che uso quella merda di sacchettino ghiacciato per raffreddarmi i cocktail o per tenermi al fresco il rene che ho asportato alla teenager olandese nel settore D!
CAZZO!

Paragoni

Da qualche giorno sto facendo ascoltare in giro un premix di una canzone del nostro EP.
I paragoni sono stati i seguenti:
-Death cab for cutie
-Robbie Williams indie
-Built to Spill e tanta melassa

Sono molto felice 🙂