Non mi sono dimenticato di te

Sono passati dieci anni.
Anniversario pochissimi giorni fa.
Esattamente il 25 ottobre.
Perchè io le date importanti le ricordo tutte.
Tutto è bello come allora, tra noi due.
Tutto fantastico. Ci si capisce sempre alla perfezione.
Parlare d’amore non è sbagliato, perchè io ti amo.
Ti amo.
Ogni volta che ci troviamo, passiamo un paio d’ore stupende.
In quelle due ore esisti davvero solamente tu.
Io avevo 18 anni, e si sa che i 18 anni sono un’età importante.
Tu eri molto, molto più giovane.
Ora abbiamo 10 anni in più.
A me dicono sempre che li porto benissimo.
Tu li porti meglio di me.
Il 25 ottobre di 10 anni fa è identico, tra noi due, al 25 ottobre del 2005, e nel 2025 sarà ancora così.
Ho sempre voluto dedicarti alcune parole per festeggiare questo anniversario, ma mi ritrovo qui a scrivere di getto queste frasi, quasi a casaccio, ma che credo possano esprimere meglio quello che provo per te, questo sentimento viscerale che ancora mi commuove, mi fa ritornare a quel giorno d’aprile, dove per la prima e unica volta abbiamo forse fatto l’amore.
Ogni volta che, ancora oggi, ti tocco, ripenso a quando l’ho fatto per la prima volta.
La sensazione è la stessa.
Solo che adesso non c’è più la sorpresa.
Ci sono solo certezze.
La certezza di perdermi in te.
La certezza che saprai sempre dirmi quello che voglio sentirmi dire.
La certezza che la nostra storia durerà per sempre.
Io ti amo.

Non mi sono dimenticato di te

Sono passati dieci anni.
Anniversario pochissimi giorni fa.
Esattamente il 25 ottobre.
Perchè io le date importanti le ricordo tutte.
Tutto è bello come allora, tra noi due.
Tutto fantastico. Ci si capisce sempre alla perfezione.
Parlare d’amore non è sbagliato, perchè io ti amo.
Ti amo.
Ogni volta che ci troviamo, passiamo un paio d’ore stupende.
In quelle due ore esisti davvero solamente tu.
Io avevo 18 anni, e si sa che 18 anni è un’età importante.
Tu eri molto, molto più giovane.
Ora abbiamo 10 anni in più.
A me dicono sempre che li porto benissimo.
Tu li porti meglio di me.
Il 25 ottobre di 10 anni fa è identico, tra noi due, al 25 ottobre del 2005, e nel 2025 sarà ancora così.
Ho sempre voluto dedicarti alcune parole per festeggiare questo anniversario, ma mi ritrovo qui a scrivere di getto queste frasi, quasi a casaccio, ma che credo possano esprimere meglio quello che provo per te, questo sentimento viscerale che ancora mi commuove, mi fa ritornare a quel giorno d’aprile, dove per la prima e unica volta abbiamo forse fatto l’amore.
Ogni volta che, ancora oggi, ti tocco, ripenso a quando l’ho fatto per la prima volta.
La sensazione è la stessa.
Solo che adesso non c’è più la sorpresa.
Ci sono solo certezze.
La certezza di perdermi in te.
La certezza che saprai sempre dirmi quello che voglio sentirmi dire.
La certezza che la nostra storia durerà per sempre.
Io ti amo.

CF OFF: ringraziando il telefonino

Qualche giorno fa all’università ho notato questa bicicletta
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Sfido chiunque a rubarla. Aveva pure le ruote colorate! Fantastica!
Poi, stesso giorno, facendo due passi in piazza Bra, ho notato l’ennesimo set (probabilmente la solita soap tedesca) allestito in uno dei bar del liston, e ho documentato così:
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Carine le tedescone sedute ai tavolini, inguardabili i protagonisti di sesso maschile.
Poi mi sembra giusto rendervi partecipi di come si svolgono le mie mattinate universitarie.
O magari anche no. Potrei annoiarvi, oppure convincervi ad iscrivervi a lingue a verona…
Comunque iniziano tutte così:
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Giornalino gratuito e cioccolata del distributore.
E tre minuti dopo ecco letteratura italiana… Umpf…
Venerdì invece sono andato all’ikea di padova, e ho comprato 4 colonne portacd, bianche xke non c’era più il colore che già avevamo e allora abbiamo pensato di metterle alternate, bianche e marrone scuro.
Il risultato:
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Sono 900 cd e qualcosa. Adesso per un annetto o due dovremmo essere a posto… Sempre che mio fratello non continui con i suoi ritmi forsennati d’acquisto…
Infine, la libreria, perchè quella che già avevo stava scoppiando.
L’abbiamo comprata identica, ma adesso le abbiamo sbattute in corridoio, liberando parecchio spazio in questa stanza.
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Adesso la rottura di palle è riempirla, perchè i libri pesano 😀
Con calma…

Io spero…

…che quel gran figlio di puttana che fa il presidente del Consiglio venga colta da ictus, da infarto, che si spacchi le gambe, le braccia, il culo, la testa.
“Ero contro la guerra”.
Ma va in mona, ‘iocan!

Rido :D

Un secondo prima di spegnere il pc (acceso più o meno dal giorno in cui è caduta la Bastiglia) controllo la posta e scarico l’ultima mail del postino.
E non posso non riderne!!!
Alla facciazza di Enver 😀
Signore e signori, il postino oggi ha inviato “West coast revolution” dei By Popular Demand!!!!

Buahuahuahuauhahuahuahuahua!!!!!!!!!!!!
Vedasi il titolo del post precedente.
Mi sa che il postino legge spesso ‘sto blog…

Rido :D

Un secondo prima di spegnere il pc (acceso più o meno dal giorno in cui è caduta la Bastiglia) controllo la posta e scarico l’ultima mail del postino.
E non posso non riderne!!!
Alla facciazza di Enver 😀
Signore e signori, il postino oggi ha inviato “West coast revolution” dei By Popular Demand!!!!

Buahuahuahuauhahuahuahuahua!!!!!!!!!!!!
Vedasi il titolo del post precedente.
Mi sa che il postino legge spesso ‘sto blog…

This is my party, this is so funny!

Diciamolo subito: serata meravigliosa.
Arrivo alle 18, dopo aver passato due ore all’Ikea patavina.
Ovviamente, come sempre, sono il primo.
Il locale è ancora chiuso.
Arrivano le telefonate dei compari.
Ovviamente hanno sbagliato strada.
Solo un cieco e un cieco potevano sbagliare strada.
Evidentemente il michi e il duccio sono ciechi 😀
Arrivano, ma il locale è ancora chiuso.
Ecco, arriva uno dei proprietari, con famiglia e fonico al seguito.
Andiamo al montacarichi.
Ci dice subito la frase che scatenerà in me un mare di bestemmie a non finire.
“Abbiamo solo una cassa spia”.
E io: “Beh, ma a noi ne servono altre tre”.
Una volta stabilito che non avrei cavato niente dal proprietario (che, diciamocelo, ha portato solo una cassa spia, ma ho comprato un impianto strafigo, mixer strafigo, aste e microfoni fighi, e l’è anca un bon butel), ho iniziato a tempestare il sempre ottimo Mist di sms.
Tra una bestemmia e l’altra, il buon Mist mi chiama e mi dice di non rompergli i coglioni, che sta arrivando.
Arriva.
Inizia a chiamare a destra e a manca.
Recupera tutto quello che ci serve.
Casse spia (fortunatamente i bpd ne avevano una pure loro…).
Microfoni.
Aste.
Ciabatte.
Chiedi a Mist e tutto ti sarà dato.
Soprattutto l’ho adorato quando, a metà concerto, ho chiesto qualcosa da bere sul palco, magari un havanacola, ed ecco l’ottimo Mist che mi porta l’amata bevanda.
Inchino.
Torniamo ai preparativi.
Diciamocelo: ho lavorato come un coglione.
8 musicisti, ma solo io mi son aperto il culo a preparare tutto, perchè non sto fisicamente bene se non ho la certezza che tutto sia perfetto e che ci siano le condizioni per fare un bel concerto.
E allora via, a provare mille microfoni x la batteria, inventare collegamenti per farsi bastare le prese di corrente disponibili, etcetcetc.
Il fonico s’è dimostrato in gamba, molto in gamba.
Ed ecco i by popular demand sul palco, per il check.
Volumi belli alti, io e Fabio (il loro cantante, l’uomo che ama farsi rinchiudere in casse di legno) davanti al palco ad ascoltare, i tre canadians + ele svaccati sul divanetto.
Fabio va sul palco, provano tutti assieme, si regolano i volumi e tutto è perfetto, spaccano il culo come sempre, this is my party, this is so funny.
Poi c’è la cena.
E diciamolo: voto 10.0
Pomodorisecchifunghettioliveaffettati.
Pastasciuttainquantitàindustrialebirraaiosa!!!!!!
Tavolata degna di nota.
Ho mangiato tanto, ma io mangio sempre tanto, no?
Poi corriamo sul palco per un check velocissimo, che poi in realtà non è tanto velocissimo.
Dopo aver provato 3 minuti per regolare suoni e volumi, proviamo 3 o 4 pezzi (quelli nuovi) perchè proprio non ce li ricordiamo o comunque dobbiamo suonarlisuonarlisuonarli x sistemare alcune cosette.
Poi si finisce, inizia ad arrivare la gente.
Peccato per la nebbia fittissima che c’ha portato via sicuramente tantissime presenze.
Locale enorme che sembra vuoto, ma pian pianino ecco arrivare i coraggiosi che hanno sfidato l’impenetrabile nebbia padovana.
Vabbeh, brucio due havanacola, poi con i bpd e allegra compagnia (da segnalare il sempre ottimissimo Mario Pigozzo Favero, ai più noto come Mariop, ai più noto come cantantedeivalentinadorme) ci si chiude nel privé da fighi.
Si passa venti minuti a ridere come coglioni, poi è ora di suonare.
Suoniamo.
Qualche problema tecnico (si rompe il mio effetto dopo mezza canzone, con giovanni dei bpd che corre a tenermi i cavi x evitare casini… scene fantastiche), qualche errore d’esecuzione (ma non siamo i dream theater, quindi immagino che il pubblico ce li abbia perdonati), qualceh stronzata detta al microfono, e i miei primi coretti e seconde voci in 10 anni che suono.
Insomma, mi sono divertito tantissimo e spero che lo stesso valga per il pubblico.
Ogni tanto guardavo la gente a pochi metri da noi. Era bellissima, vicina, non come a verona, che se ne stanno tutti in fondo al locale, magari al bancone del bar.
E vedevo gente che batteva il piede a tempo, gente che muoveva la testa a tempo, gente che cantava!
Faccio in tempo a rompere un plettro, a dimenticarmi che il MI è il dodicesimo tasto e non il decimo, a bere un altro havanacola, e poi ecco i by popular demand.
Ho già scritto tantissimo quindi non mi dilungherò troppo sul loro live.
Immaginatevi una macchina da guerra, però una macchina da guerra pop.
Enver può dire il cazzo che vuole, ma i by popular demand sono pop.
Ritornelli killer, singoloni da paura.
This is my partyyyyyyyyyy!
Bravi, come sempre, come sempre, come sempre.
Fosse per me, suonerei sempre assieme a loro.
Rido, mi diverto, scherzo, suono, mi diverto, rido, scherzo.
Fanculo, evviva i by popular demand, insomma!
Ed evviva:
-Anna che c’ha fatto delle foto meravigliose, che tra un mesetto potrete vedere su Blow Up.
-Barto che amo pensare sia venuto da Milano per sentire noi
-i 4 bpd per tutto quello che ho già scritto
-il dna per tutto tutto tutto (però dovete comprare mille ciabatte, altri microfoni e aste, altre spie e altri cavi, poi sarete PERFETTI)
-il banchetto fosbury che ha venduto mille nostri cd
-mx e diana, che sono sempre una delle più belle coppie d’italia
-starlightfairy che finalmente m’è stata presentata, dopo che il frocio di crush m’aveva usato subdolamente per conoscerla…
-enver, perchè adoro parlarci assieme e adoro anche mandarlo affanculo quando mi dice che i by popular demand non sono pop
-una delle bariste del dna, che sfoggiava una felpa con la scritta “canada” enorme sul petto
-l’altra barista del dna, che m’ha fatto un havanacola da sei litri
-il cibo
-il dj set (un grazie a kais per “earth angel”, sono ancora commosso)
-girl from mars
-i tre canadians, perchè hanno fatto un concerto magistrale (io un po’ meno, ma io suono il basso, la gente se ne fotte, del basso…)
-il palco del dna, che non essendo alto sette metri m’ha impedito di morire quando sono scivolato giù
-i fake p, che son venuti fino a padova, partendo da un’altra zona nota per le nebbie: legnago 😀
Infine ringrazio Mist, perchè senza di lui tutto avrebbe preso le sembianze di una pezzo di materia organica anfibia cumunemente detta merda.
Mist è stato fondamentale.
Grazie, di cuore.
(Ovviamente tutte queste belle parole nei tuoi confronti, caro mist, andranno a puttane se non hai recuperato la ciabatta nera e il mio giacchettino in jeans…).
Baci.
Uniche due note negative in una serata perfetta:
-l’assenza della Ceci, trattenuta dai “suoi” bimbi 🙂 Lunedì ci sarà, e immagino apprezzerà mooooolto il dj set 🙂
-il mignolo che mi son praticamente (probabilmente) spappolato durante il set fotografico. Stamattina è grande come il pollice…

Ah, ultimissima cosa:
vista la fittissima nebbia, al ritorno ho perso l’ingresso in autostrada e quindi mi son fatto la tangenziale fino a limena, che non so dove stramerda sia, sono uscito, sono rientrato, sono tornato indietro e, per pura botta di culo, son riuscito a prendere l’uscita per l’A4.
Si vedeva si e no fino alla fine del cofano dell’auto, porcomondo.
Sono arrivato a casa tardi.
Ma felice.