Carpacho carpacho!!!

L’ho fatto.
1200 km per assistere all’ultimo concerto dei Carpacho.
Cosa dire?
Ci sarebbero mille cose da dire.
La pelledoca, le lacrime, i sorrisi, la felicità, la malinconia, gli abbracci.
I Carpacho li porterò sempre nel cuore.
Marco mi ha dedicato “Autostrade” e sono morto.
E tutta la gente cantava.
Tutto.
Parola per parola.
Io ero in prima fila.
E lì vicino tutti i miei amici.
Perchè Roma è sempre Roma.
Se non ci metto piede ogni due o tre mesi sto male.
A Roma mi sento a casa.
Amo i miei amici romani e mi spiace da morire vederli così poco.
E sabato è stato davvero speciale.
Tutto strano e assurdo.
A cominciare dalla mucca che il mio intercity ha investito subito dopo la stazione di Orte.
Ero davanti, ho sentito tutto.
Le ossa sbriciolarsi e qualcosa grattare contro la fiancata del treno.
Ci siamo fermati.
Mezzora.
Le tre teen svedesi nel mio scompartimento disgustate e divertite.
Io terrorizzato all’idea di fare tardi.
E invece tutto perfetto.
Avevo pure il materiale per raccontare qualcosa di interessante sul viaggio in solitaria.
E al Circolo, che è quasi una seconda casa, visto che è in assoluto il locale in cui ho messo più spesso piede nell’ultimo anno, trovo subito i 4 carpachi.
Io sono con Crush, mio cicerone durante il breve ma intenso soggiorno.
Baci, abbracci.
Isidoro che non avevo mai visto e l’ho amato dopo due secondi.
Little P sempre molto bello.
Gianluca che finalmente lo vedo nel ruolo di bassista carpacho, dopo averlo conosciuto sul palco dei MiceCars, tra stellefilanti e coriandoli.
E Marco.
Marco sappiamo tutti che è l’enfant prodige del pop italiano.
Anzi, non lo sappiamo tutti.
Perchè se lo sapessimo tutti, i Carpacho sarebbero là in alto nelle classifiche, sarebbero al Festivalbar e a Sanremo e al Pukkelpop e ovunque, ovunque.
A vendere miliardi di dischi e a cagare in bocca a tutti.

Ma poi, cazzo.
Hanno suonato MacGyver.
La conoscevamo in 20.
Pochissimi insomma, rispetto alla quantità di pubblico.
Pubblico impegnato a cantare tutto a memoria.
Un pene grande come un grande vuoto, vergognatevi analisti, non riuscite a districarvi tra le mie parole“.
“Andiamo avanti con il karaoke!”, ed ecco che attaccano “Regole per un cervello difettoso”.
Un inno.
Un inno con la I molto maiuscola.

E “Tropici”?
Accendini.
Perchè “ti porterò la notte ai tropici, dormirai con il ronzio di condizionatori accesi e non avrai più giorni miseri, ma natali caldi ed albe senza smog fotochimico“, mentre Isidoro riesce a suonare contemporaneamente il clarinetto e la batteria.
I Carpacho sul palco suonano bene.
E sono terribilmente emozionati.
Marco può dire il cazzo che vuole, ma sui saluti e sull’ultimo pezzo la sua lacrima se l’è fatta.
Consolati: noi ce ne siamo fatte molte di più.
Molte di più.

Inutile dire le solite cose, tipo “sono sempre i migliori ad andarsene”, “in Italia gruppi che valgono un centesimo dei Carpacho sono sulla bocca di tutti e blahblahblah”.
E’ la pura e semplice verità.
La fuga dei cervelli: mai titolo ha portato più sfiga di questo.
Maledetti.
Vi amo.

Catani dio del pop.
Un dio di cui sentiremo terribilmente la mancanza.
Fino alla prossima canzone, fino al prossimo verso da mandare a memoria.
Potrei picchiarti davvero, amore.
Quindi vedi di fare altri dischi.
Tanti altri dischi.

14 pensieri riguardo “Carpacho carpacho!!!

  1. dio banana. dio banana. dio banana. visti due volte, e conta che per un indie-fighetta come me vuol dire tanto. devo averli intercettati grazie a te, tra l’altro, quando sul loro myspace c’era su solo “regole per un cervello difettoso”. ora voglio il perché. IL PERCHE’. anzi, voglio che tu mi dica che era tutto uno scherzo, prima di andare a verificare altrove in rete. io banana.

  2. dio banana. dio banana. dio banana. visti due volte, e conta che per un indie-fighetta come me vuol dire tanto. devo averli intercettati grazie a te, tra l’altro, quando sul loro myspace c’era su solo “regole per un cervello difettoso”. ora voglio il perché. IL PERCHE’. anzi, voglio che tu mi dica che era tutto uno scherzo, prima di andare a verificare altrove in rete. io banana.

  3. “se tutto avesse spiegazione”

    l’uomo autostrade! altro che 1200km!
    grazie per queste parole, degno epilogo di un progetto supersonico che si spera non sia davvero tale. l’epilogo. taaaanti altri dischi.
    la strada per tornare a un anno fa!!

    (mò non mi fare l’analista però, un pene grande COLMA un grande vuoto :P)

    bau!
    g&a

  4. “se tutto avesse spiegazione”l’uomo autostrade! altro che 1200km!grazie per queste parole, degno epilogo di un progetto supersonico che si spera non sia davvero tale. l’epilogo. taaaanti altri dischi.la strada per tornare a un anno fa!!(mò non mi fare l’analista però, un pene grande COLMA un grande vuoto :P)bau!g&a

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