NEW YORK CITY COP – pt.2

Ora sono comodamente seduto in poltrona e posso scrivere altre due o tre righe sulla trasferta newyorkese.
Non ricordo dov’ero arrivato, quindi ricomincio a casaccio.
Il nostro hotel era (e presumo sia ancora) incredibile.
Talmente nuovo che alcune zone erano (e sono) ancora in costruzione. Talmente figo che avevamo in camera un plasma 50 pollici.
Una doccia clamorosa, e un servizio in camera che prevedeva sakè e noccioline al wasabi. Oltre al newyorkpost.

A trenta metri dall’hotel, appena girato l’angolo, c’è il Katz Delicatessen. Quello dell’orgasmo di Sally in “Harry ti presento Sally”. Fatte foto, più tardi le sbatto su flickr.
Nel palazzo esattamente dietro al nostro hotel invece vive Shaina.
Quella di ProjectMyWorld.
Quella bella, insomma.
Anche qui foto coming soon.
I casi della vita: conosci a Verona una tizia che vive a Los Angeles e te la ritrovi a New York davanti al tuo hotel.
Anzi, dietro.
La cena che abbiamo fatto con lei rimarrà negli annali come una delle cene più “nouvelle cuisine” della storia. Se per nouvelle cuisine ovviamente si intendono quei piatti tanto belli da vedere quanto miseri per lo stomaco.
Il mio spettacolare piatto di ravioli alla vaniglia e noci e qualcosaltro era un piatto con tre ravioli disposti in modo geometricamente perfetto in un piatto rettangolare lungo e stretto.
Una meraviglia per occhi e stomaco. Almeno per quei 12 secondi che è durato.

A sto punto, visto che sono sull’argomento, direi di parlare del cibo.
Nei sei giorni passati a New York ho mangiato di tutto.
Stranamente non sono ingrassato neanche di mezzo etto. Merito forse della camminata del penultimo giorno, che m’ha portato a vedere, nel giro di poche ore (partendo e tornando all’hotel), Ground Zero, la Statua della Libertà (dal molo), Wall Street, il Ponte di Brooklyn e pure la madonna.
Ho mangiato una delle migliori bistecche della mia vita, ho mangiato il classico hotdog dai baracchini per strada (a broadway, davanti a bloomingdales), ho mangiato polpette di risotto ai funghi ricoperte di grana e pancetta (se ricordo bene), ho mangiato hamburger quadrati e pizze spesse 5 cm, ho mangiato una colazione illegale in molti stati, ho mangiato come una merda insomma.

E ho visto alcuni locali di cui avevo sempre sentito parlare.
La Bowery Ballroom. Stupenda.
Il (la?) Mercury Lounge. Piccolo e favoloso. Favoloso soprattutto perchè c’ho visto Wye Oak e Broken West. E pure i Rosebuds, ma alla quarta canzone ce ne siamo andati perchè i menischi gridavano vendetta dopo 3 ore in piedi. Siamo scappati all’Annex, altro localino niente male, dove il sottoscritto s’è addormentato dopo 15 secondi netti.
Altro locale che consiglio è il Bells House, a Brooklyn.
In una via che definire “vagamente sconsigliabile” è dir poco.
Anzi, non è poi così male. Semplicemente non c’è un cazzo, e ti aspetti di vedere i Guerrieri della Notte spuntare dall’angolo in fondo alla strada.
E invece ti trovi questo localino, infilato tra il nulla e il nulla.
Con una sala live incredibile.
Due lampadari stile saloon grandi come camera mia.
Anche qui siamo riusciti ad addormentarci, tra il penultimo e l’ultimo gruppo.
Durante il check ci siamo seduti sui gradini del bar, ma il solito tizio della security c’ha fatti alzare. Praticamente a New York ti tagliano il cazzo se provi a sederti sui gradini in un locale. Allora ci siamo seduti per terra davanti al mixer. I Jealous Girlfriends stavano facendo il check. Noi ci siamo addormentati. Poi hanno iniziato a suonare, ci siamo svegliati. Ci siamo resi conto al terzo pezzo che facevano cagare (o comunque erano troppo poco fighi per giustificare la nostra ulteriore presenza lì) e ce ne siamo andati, già pensando che trovare un taxi sarebbe stato un incubo.
E invece ne siamo usciti vivi. E abbiamo quindi pensato bene di farci portare un po’ in giro per Manhattan. Di notte. Per buttare un occhio al Madison Square Garden, all’Empire State Building, una cosa veloce insomma.

Ma stringi stringi, cosa ho visto a New York?
Credo di aver visto tutte le tappe obbligate del turista che ha poco tempo.

Central Park: ci sono stato. L’ho girato velocemente. Meraviglioso. Sono stato a Strawberry Fields, ho ascoltato il racconto del gate keeper su Lennon e sul Dakota Building. Sono stato al Dakota, fatte foto. Non so se il palazzo è inquietante perchè so cosa è successo o se lo è proprio di suo.
Comunque: è inquietante.
A Central Park ovviamente non potevo non fotografare il famoso ponte, visto in un miliardo di film.

Poi poi: Times Square. Vista a ora di pranzo e a ora di cena. Praticamente non ti accorgi della differenza, se non guardando in alto e notando che il cielo è diventato buio. Strepitosa.

Poi: Abercrombie. Quello con le commesse che son tutte modelle. E ballano. E ti fanno cadere la mandibola per terra.

Poi direi che la terza parte la scrivo domani o dopodomani o comunque presto, perchè adesso ho da fare.
Devo girare il link per il pre-air della nuova serie di Lost alle settemila persone che me l’hanno chiesto su FB o via sms.

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