I preti

Li ho sempre odiati.

Ho le mie buone ragioni.

Ve ne racconto una.

Estate 1990, durante i mondiali italiani.
Ritiro post-cresima, in montagna, in provincia di Vicenza.
Ancora non so per quale motivo mi abbiano accettato a tale ritiro visto che, in vita mia, mi sono presentato a catechismo solo una manciata di volte (le volte necessarie per poter fare comunione e cresima. E pensare che sono stato battezzato a 8 anni, giusto la settimana prima di fare la comunione, perchè non trovavo corretto che tutti i miei amici venissero ricoperti di regali e io no!). Probabilmente m’hanno accettato perchè ho pagato.
Quando si parla di soldi, suore, preti e frati fanno la fila.

Comunque.
Durante quel ritiro post-cresima (praticamente immaginatevi quasi tutta la classe 1977 del mio paese condensata in due abitazioni, una per i maschi e una per le femmine, in mezzo ai boschi) mi sono divertito un mondo. Guardavamo le partite dell’Italia (una l’abbiamo guardata addirittura nella piccola chiesetta del complesso: non so se al tempo già bestemmiavo. Probabilmente sì), facevamo casino, giocavamo a pingpong (ho imparato lì), e vivevamo seguendo le regole naziste imposte dal prete (tale Don Stefano, lo ricordo come se fosse ieri) a capo della spedizione.

Ripensandoci a distanza di 18 anni alcune cose che ho visto, sentito e vissuto in quella settimana sarebbe perseguibili penalmente.

Esempi: immaginatevi un miliardo di adolescenti (di sesso maschile) a cui viene espressamente detto che non si può andare nel complesso femminile quando fa buio…
Buahuahuhuahuauhauhauhauhauhuhauhauhaua!!!!
Si scappava di notte, dalle finestre, ci si calava dalle pareti (giuro!), e si andava a limonare con la rispettiva morosetta, morosina, cicciccì ciacciaccià o semplicemente a fare casino con le ragazze, che in fatto di trasgressione erano allo stesso livello dei corrispettivi penedotati.
Evitando le sentinelle (gli animatori e il prete stesso) che perlustravano il territorio manco fosse Fox River.

Ovviamente, ogni tanto, si veniva beccati.
Si veniva beccati ad evadere.
Si veniva beccati mentre si fuggiva dal complesso residenziale per andare al bar giù in strada per comprarsi le sigarette o le caramelle o la cocaina finissima che vendono solo dalle parti di Vicenza.
Si veniva beccati perchè, rientrando di notte dalla finestra dei cessi, si metteva un piede su uno dei bidè e lo si spaccava a metà.
Si veniva beccati a parlare di notte in camera.
Si veniva beccati ad ascoltare le partite con la radiolina in camera.
Si veniva beccati mentre si tentava di ammazzare colui che dormiva nel letto sopra al proprio semplicemente prendendolo per un braccio e tirandolo di sotto.
Si veniva beccati mentre si mangiava la nutella di nascosto nelle cucine.
Si veniva beccati a fare mille cose normalissime per un ragazzino di 13 anni ma stranamente vietatissime dal codice della Chiesa Cattolica in vigore in quel posto in quel tempo.

E le reazioni dei comandanti del campo?
Beh, normalissime: ti mettevano in ginocchio sul manico di una scopa per un tempo variabile dai 5 ai 20 minuti, in corridoio.
Così che gli altri stronzi ragazzini di merda, vedendo le punizioni riservate a chi trasgrediva, evitassero di trasgredire ulteriormente.
Ricordo perfettamente ragazzini in lacrime. E il silenzio di tomba che scendeva nel corridoio non appena girava la voce “c’è il don!”.

Poi ogni tanto si veniva convocati tutti fuori, all’aperto, in piena notte, per una ramanzina infuocata incentrata sul fatto che “non si può andare ad infastidire le ragazze in piena notte”.
Infastidire? Avevamo tutti 13 anni. Eravamo in quel cazzo di campo cresima per divertirci. Non ce ne fregava un cazzo delle messe, delle preghiere, del corpo di cristo, dell’anima dannata se ci facevamo le seghe (ci facevamo le seghe?), dei pellegrinaggi a vedere una stracazzo di croce enorme sul culmine di una montagna con tanti sassi sotto su cui scrivere il nostro stronzo nome.
Eravamo piccoli.
E venivamo trattati come merde.

E che prete è un prete che, un secondo prima di convocare tutti fuori all’aperto per spaccarci verbalmente il culo, dice ai suoi colleghi “e andate a chiamare quelle troie delle ragazze”?

Avevamo 13 anni ma queste cose le ricordo ancora benissimo.
Ricordi indelebili.
Come il Righe che si rovescia dal letto a castello e cade a terra.
Come i piatti che ho dovuto lavare (perchè, a turno, o più probabilmente se avevamo fatto qualcosa di particolarmente sbagliato, dovevamo pure pulire i piatti….).
Ricordi che, a distanza di anni, sembrano sempre più abominevoli.
Punizioni corporali nel 1990???

Per fortuna quel prete se n’è andato dal nostro paese.

Caro Don Stefano, probabilmente non ti ricorderai di me.
Ma io mi ricordo di te.
E sappi che ho visto Sleepers.
Svariate volte.

E sei fortunato che non erano le mie, le ginocchia provate dalle vostre punizioni per farci rigare dritto.

Sappi che ti ho sempre odiato.
Sempre.
Ho aspettato 18 anni per dirtelo.
Meglio tardi che mai.

Se fosse stato concepito un bambino durante quel campo cresima, ora avrebbe la patente.
Son cose.

PS: Don Stefano era uno stronzo nazista, però Don Luciano era fantastico (e infatti non c’era, a quel cazzo di campo cresima).

PS2: Io non ho limonato, nel 1990.

21 pensieri riguardo “I preti

  1. ho riletto tre volte il tuo commento e non ho capito esattamente cosa vorresti dire.
    o sono ignorante io o, più probabilmente, lo sei tu.

  2. Don Stefano, a conti fatti, secondo me, non era poi così un cattivo prete.

    Se vuoi ti dico dove sta adesso.
    Così magari ci vai a fare quattro chiacchere.
    e ti confronti.
    Ammesso che abbiate qualcosa da confrontare.
    🙂

    W.

  3. @wilkie: potrei chiedergli conto del linguaggio scurrile e delle punizioni corporali 🙂
    cioè, nulla contro il linguaggio scurrile, sia chiaro.
    ne faccio largo uso pure io.
    magari per colpa sua.

    però io non sono un prete 😀

  4. tu non capisci una cosa ed io sono ignorante. ragionamento stringente. direi che con la tua risposta hai certamente spiegato quello che volevo dire. sei un po’ come i bulli di paese.

  5. Ahahah! Veramente molto divertente (il post, non il campo per la cresima)! 😉
    Io ho evitato il campo: il mio non era nel 1990 ma sarebbe stato terribile lo stesso per la presenza dei preti ma non solo (non so come la pensi, ma ho sempre odiato tutte le “sdolcinature” della religione che si raccontano soprattutto ai giovani)…
    Ciao! 🙂

  6. ma argomentare una risposta? ci riesci?
    sennò mica sei obbligato ad aprir bocca senza aver nulla da dire. sarebe già qualcosa!

  7. caro crusty, qui quello che dovrebbe argomentare, fino a prova contraria, sei tu.

    io ho scritto un post parecchio lungo e ben argomentato.
    fatti, non pugnette.

    un post che tu hai commentato sbrigativamente con “peccato che poveri provincialotti come te abbiano tanto seguito in italia. ma forse è una costante questa”.

    quindi se devi continuare pure tu ad aprire bocca senza dire nulla, puoi comodamente evitare 🙂

  8. beh direi che il tuo post lungo ed argomentato è sintomatico di molte cose che ignori. ad esempio delle leggi ecclesiastiche in materia di sesso direi. vai ad un camposcuola con i preti e ti lamenti di queste regole.
    punizioni corporali: a tanti giovani di adesso ci sarebbero volute vere e proprie punizioni corporali…..
    ho cancellato il resto del commento. sinceramente mi sembra di non dovere spiegare nulla. non mi sembri una persona in grado di dialogare. idee diverse dalle mie? sei un ignorante (è quanto hai detto tu al terzo quarto commento se non sbaglio). quindi non mi va di dilungarmi in spiegazioni.
    solo che secondo me finchè il pensiero comune sarà il tuo o simile al tuo, non ci sarà dialogo in italia. su molti degli argomenti che ad esempio tratti tu su questo blog. in maniera sempre “provinciale” secondo me. a volte, piuttosto di dover per forza dire la propria su tutto (se non ben documentati) si potrebbe anche star zitti.
    io lo faccio. e continuerò a farlo.
    au revoir

  9. leggi ecclesiastiche in materia di sesso: hahahahahaha.
    bhuahuuhahuahuahuahuahuahua.
    BHUAHAUAHAUAHAUAHAUAHAUAH.

    sarebbe un po’ come se io volessi dettare legge nella fisica aerospaziale: non ne so nulla, posso forse dettare legge?
    questo è quello che penso io delle leggi ecclesiastiche sul sesso.

    e poi ma l’hai capita una cosa? avevamo 13 anni, per te limonare vuol dire fare sesso?

    ma sei un prete forse??? dai, non farmi ridere.

    “se non ben documentati”???
    ero lì.
    ho visto e vissuto tutto.
    dovevo fare qualche filmatino e sbattertelo su youtube?

    ah, non ti ho dato dell’ignorante perchè non ho voglia di dialogare con te.
    ti ho dato dell’ignorante perchè penso tu lo sia veramente.
    questo tuo ultimo commento, in molti punti, conferma tale pensiero.

    evito di commentare ulteriormente le tue sparate, visto che si commentano da sole.

    fai ciao ciao con la manina.

    addio.

  10. molto divertente.
    non so se la cosa può disturbarti, ma forse lo scambio di commenti lo è anche più del post.

    quanto ai preti, oddio.
    tendo a concordare con le tesi più estreme, al riguardo.

  11. Fortunosamente ho evitato la cresima, e non me ne pento affatto!

    Mi ricordo però don Stefano che dava delle “puttane” a ragazzine di 12/13 anni, eccome se me lo ricordo! E me lo ricordo anche portare i bambini in pasticceria, offrire loro la cioccolata e chiedere: “Ma dimmi, è vero che il tale si fa le canne?” oppure “ma davvero la tale si vede con x?”

    Un bel personaggio…

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