"Più di duecentomila italiani ogni sera comprano film hard sui canali satellitari"

—ATTENZIONE: Se hai meno di 18 anni devi assolutamente smettere di leggere. Io te l’ho detto. Poi ovviamente siamo in uno Stato libero. Buhuahuhuahuahuahuahuahuahuahuaa!!! —

Se invece hai più di 18 anni puoi leggere tranquillamente.

Allora.
Più di duecentomila italiani ogni sera comprano film hard sui canali satellitari.
Praticamente un italiano su 300.
Una percentuale altissima!
Questo articolo di Repubblica mette nero su bianco con un tono da “ehi, notiziona incredibile!” una banalità come “il porno così è diventato sempre più quotidiano e a disposizione di tutti”.

Prima di dare una soluzione economica a questo italiano su 300 analizziamo il contenuto dell’articolo in questione.

basta collegarsi a un certo sito Internet simboleggiato da due cifre, intuibili e che combaciano l’una con l’altra, e acquisti film hard al minuto: costa 0,07 centesimi per sessanta secondi
Intuibili e che combaciano l’una con l’altra: già qui vedo molti cervelli fritti e qualche aneurisma pronto a scoppiare. Combaciare significa corrispondere, aderire perfettamente. Quali saranno quindi queste cifre? Ma soprattutto per quale motivo dovrebbero essere intuibili? Perchè si parla di cazzinculo, pompini, creampie e cose simili? Quindi una persona magari pensa: 69. Aderiscono perfettamente. Ma allora, amici di Repubblica, perchè siete sempre sul punto di fare pubblicità ma poi vi fermate? Se dovete dare una notizia, datela fino in fondo. Non nascondete la mano all’ultimo secondo. Quale cazzo sarebbe sto sito di merda? E soprattutto siamo sicuri che non abbiate sbagliato le cifre? Parlo del costo. Siete famosi per mettere le virgole a caso o aggiungere troppi zeri alla fine di un numero. 0,07 centesimi al minuto vuol dire 4,2 centesimi all’ora. Me par poco.

Il vantaggio è evidente: a un certo punto della sessione, fatalmente, il porno via video perde bruscamente di interesse. Lì, interrompi la connessione e paghi solo quello che hai consumato.
Fantastico! Mi piace il modo in cui è stata scritta questa parte. Potevate usare una terminologia più terra terra, più adatta al blog di Dietnam insomma. Potevate citare kleenex, carta igienica, asciugamani, docce, disastri vari. Invece avete usato “Il porno perde bruscamente interesse”. Bruscamente. Geni.

Se i gestori rendessero noti i tempi di collegamento medio, avremmo delle statistiche interessanti su certe abitudini.
Beh, potreste semplicemente cronometrarvi la prossima volta. Smettetela di tenere questo tono distaccato del cazzo.

Il porno su carta, giornali, riviste, stellare trent’anni fa, è ormai un vago ricordo. I cinema ufficiali sono un decimo rispetto al passato, con qualche sporadico episodio che passa nelle cronache locali mettendo pena e tenerezza: l’altra sera a Savona hanno trovato un pensionato passato a miglior vita nella poltrona laterale del cinemino, sembrava un ritaglio di un quarto di secolo fa.
Quasi ogni cosa su carta è un vago ricordo ormai. Libri a parte. Uno dei più grandi rimpianti della mia vita è quello di non essere mai stato al cinema Ariston di Verona. Quando facevo il liceo ricordo che, ogni mercoledì mattina, cambiavano la locandina del film. Alcune sono ancora stampate nella mia memoria: “Sono Mandingo e al buio lo spingo” e “Giovani troie libidinose” su tutte!
Non capisco invece per quale motivo citare l’episodio del pensionato, mettendo l’accento buonista su “pena e tenerezza”. Ma inculatevi, dai! Poraccio! E’ morto, fine. Non stiamo qui a parlare di pena e tenerezza. Quando vi fate le seghe poi vi fate pena? Tenerezza? Come è morto al cinema poteva morire a casa. Un po’ come voi. Buonisti del cazzo.

Quello che dilaga davvero (anzi, in termini prettamente internettiani: spopola) è il video sesso via web. Ovvero la forma più veloce, economica, sicura. Quello che consumato a milioni di unità frutta cifre che nessuno riesce nemmeno a immaginare, a furia di minuti pagati 0,07 centesimi o di noleggio film a sei euro ciascuno, 48 ore di tempo per visionarselo con calma e quante volte si vuole (anche qui le statistiche sarebbero interessanti).
Oh, avete la mania di queste statistiche, eh!
Comunque. Complimenti per aver scoperto l’acqua calda. Siamo nel 2009. Io uso internet più o meno dal 1995. E già 14 anni fa il porno andava forte. Molto forte. Ok, non c’erano i filmati in streaming, ci si accontentava delle foto. Gratis. E voi invece mi parlate ancora di questi 0,07 centesimi o di sei euro a film. Da guardare più volte in 48 ore. Figata. Blockbuster praticamente. Allora mi vien da pensare: ma sono intelligente io o son stupidi gli altri?
Cioè: youporn, xhamster, redtube, cose simili?
La risposta è lapalissiana: sono intelligente io.

Quasi sempre robaccia girata in digitale e per gusti un po’ così, ma quello che conta è la sostanza. A dirla tutta, a controllare quali risultano essere i titoli più visionati, vengono ovviamente premiati i generi peggiori e più oltranzisti.
Robaccia… Oh, abbiamo davanti a noi un critico con i controcazzi! E pensare che io in 14 anni ho sempre cercato i porno sceneggiati da JJ Abrams e diretti da Stanley Kubrick!!! Ora spiegatemi però quali sono i generi più oltranzisti. Son proprio curioso.
Quello che conta è la sostanza. Intendete in modo figurato o no?

Ma per il colpo d’occhio sull’ampiezza del fenomeno non si può prescindere dai famosi siti peer-to-peer: dove si scarica illegalmente e si condivide il materiale piratandolo gratis, la quantità di porno è soverchiante rispetto al resto. Siccome nessun piatto di minestra è gratuito, qui ci guadagnano solo i gestori.
Ah bene dai, ora iniziamo a ragionare.

È l’esplosione irreversibile del consumo di questo tipo che sta facendo ammattire il governo di casa nostra quando deve occuparsi di una misura come la pornotax. Inserita nel pacchetto anticrisi di fine 2008 e anche rinsaldata da pochi giorni dal decreto attuativo.
Con una tassa simile la crisi passerebbe in due giorni. E al terzo giorno ci sarebbe la rivoluzione armata. Cazzi di legno per bastonare a morte il Governo, vagine dentate per castrare i nostri politici così miopi (ho detto miopi? huahuahuahuahuahuahuhuaaa!!!).

In teoria sarebbero tassabili (la tax prevede il 25 per cento in più di introiti per il fisco) i prodotti video messi a disposizione sul web, ma risalire a chi fa cosa, come e perché è autentica follia.
Anche perchè a grandi linee tutti fanno cosa, come e perchè. Tassare tutti è come tassare nessuno. Perchè se io devo darti 10 euro, stronzo Governo, tu li devi dare a me. Circolo vizioso. Miopia.

La perla è la seguente: la pornotax definisce tassabili quei contenuti video in cui vengono girate scene di sesso “non simulato”. Dal mondo delle tv e produttori interessati è partita la controffensiva teorica: scusate, quelli che girano queste scene sono attori, stanno quindi recitando, come si può dire che non simulino?
Mamma quanto vorrei avere tra le mani gli scribacchini che buttano giù queste leggi del cazzo (proprio del cazzo!). Sesso non simulato? It’s fiction, baby! It’s entertainment!!!

E lo schermo del computer che si accende quasi da solo, per magia. 0,07 centesimi, grazie.
AVETE ROTTO IL CAZZO CON QUESTI ZERO VIRGOLA ZERO SETTE CENTESIMI.
SECONDO ME INTENDETE SETTE CENTESIMI.

Ora, amici che pagate 0,07 centesimi o addirittura 6 euro (o siete tra quelli che, pur avendo una connessione internet, comprano i pornazzi su sky), vi lascio un elenco di soluzioni economiche (molto economiche: gratuite) per affrontare la crisi. Dopo l’orto in cortile per risparmiare sulle verdure, ecco il porno gratis per risparmiare sull’onanismo.

In streaming (quindi filmatini brevi ma non necessariamente):
Fantasti
Spankwire
Pornhub
Redtube
Youporn
Xhamster
Shufuni
Xvideos

Torrent/film completi (quindi film lunghi ma non necessariamente):
Empornium
PureTnA
Dixler

Amici di Repubblica, fatevi una cultura.
And GET A LIFE!!!!

E invece voi, cari e adorati lettori, cliccate PLAY sul nuovo video di Jon Lajoie, ovviamente in tema con l’argomento trattato.

"Più di duecentomila italiani ogni sera comprano film hard sui canali satellitari"

—ATTENZIONE: Se hai meno di 18 anni devi assolutamente smettere di leggere. Io te l’ho detto. Poi ovviamente siamo in uno Stato libero. Buhuahuhuahuahuahuahuahuahuahuaa!!! —

Se invece hai più di 18 anni puoi leggere tranquillamente.

Allora.
Più di duecentomila italiani ogni sera comprano film hard sui canali satellitari.
Praticamente un italiano su 300.
Una percentuale altissima!
Questo articolo di Repubblica mette nero su bianco con un tono da “ehi, notiziona incredibile!” una banalità come “il porno così è diventato sempre più quotidiano e a disposizione di tutti”.

Prima di dare una soluzione economica a questo italiano su 300 analizziamo il contenuto dell’articolo in questione.

basta collegarsi a un certo sito Internet simboleggiato da due cifre, intuibili e che combaciano l’una con l’altra, e acquisti film hard al minuto: costa 0,07 centesimi per sessanta secondi
Intuibili e che combaciano l’una con l’altra: già qui vedo molti cervelli fritti e qualche aneurisma pronto a scoppiare. Combaciare significa corrispondere, aderire perfettamente. Quali saranno quindi queste cifre? Ma soprattutto per quale motivo dovrebbero essere intuibili? Perchè si parla di cazzinculo, pompini, creampie e cose simili? Quindi una persona magari pensa: 69. Aderiscono perfettamente. Ma allora, amici di Repubblica, perchè siete sempre sul punto di fare pubblicità ma poi vi fermate? Se dovete dare una notizia, datela fino in fondo. Non nascondete la mano all’ultimo secondo. Quale cazzo sarebbe sto sito di merda? E soprattutto siamo sicuri che non abbiate sbagliato le cifre? Parlo del costo. Siete famosi per mettere le virgole a caso o aggiungere troppi zeri alla fine di un numero. 0,07 centesimi al minuto vuol dire 4,2 centesimi all’ora. Me par poco.

Il vantaggio è evidente: a un certo punto della sessione, fatalmente, il porno via video perde bruscamente di interesse. Lì, interrompi la connessione e paghi solo quello che hai consumato.
Fantastico! Mi piace il modo in cui è stata scritta questa parte. Potevate usare una terminologia più terra terra, più adatta al blog di Dietnam insomma. Potevate citare kleenex, carta igienica, asciugamani, docce, disastri vari. Invece avete usato “Il porno perde bruscamente interesse”. Bruscamente. Geni.

Se i gestori rendessero noti i tempi di collegamento medio, avremmo delle statistiche interessanti su certe abitudini.
Beh, potreste semplicemente cronometrarvi la prossima volta. Smettetela di tenere questo tono distaccato del cazzo.

Il porno su carta, giornali, riviste, stellare trent’anni fa, è ormai un vago ricordo. I cinema ufficiali sono un decimo rispetto al passato, con qualche sporadico episodio che passa nelle cronache locali mettendo pena e tenerezza: l’altra sera a Savona hanno trovato un pensionato passato a miglior vita nella poltrona laterale del cinemino, sembrava un ritaglio di un quarto di secolo fa.
Quasi ogni cosa su carta è un vago ricordo ormai. Libri a parte. Uno dei più grandi rimpianti della mia vita è quello di non essere mai stato al cinema Ariston di Verona. Quando facevo il liceo ricordo che, ogni mercoledì mattina, cambiavano la locandina del film. Alcune sono ancora stampate nella mia memoria: “Sono Mandingo e al buio lo spingo” e “Giovani troie libidinose” su tutte!
Non capisco invece per quale motivo citare l’episodio del pensionato, mettendo l’accento buonista su “pena e tenerezza”. Ma inculatevi, dai! Poraccio! E’ morto, fine. Non stiamo qui a parlare di pena e tenerezza. Quando vi fate le seghe poi vi fate pena? Tenerezza? Come è morto al cinema poteva morire a casa. Un po’ come voi. Buonisti del cazzo.

Quello che dilaga davvero (anzi, in termini prettamente internettiani: spopola) è il video sesso via web. Ovvero la forma più veloce, economica, sicura. Quello che consumato a milioni di unità frutta cifre che nessuno riesce nemmeno a immaginare, a furia di minuti pagati 0,07 centesimi o di noleggio film a sei euro ciascuno, 48 ore di tempo per visionarselo con calma e quante volte si vuole (anche qui le statistiche sarebbero interessanti).
Oh, avete la mania di queste statistiche, eh!
Comunque. Complimenti per aver scoperto l’acqua calda. Siamo nel 2009. Io uso internet più o meno dal 1995. E già 14 anni fa il porno andava forte. Molto forte. Ok, non c’erano i filmati in streaming, ci si accontentava delle foto. Gratis. E voi invece mi parlate ancora di questi 0,07 centesimi o di sei euro a film. Da guardare più volte in 48 ore. Figata. Blockbuster praticamente. Allora mi vien da pensare: ma sono intelligente io o son stupidi gli altri?
Cioè: youporn, xhamster, redtube, cose simili?
La risposta è lapalissiana: sono intelligente io.

Quasi sempre robaccia girata in digitale e per gusti un po’ così, ma quello che conta è la sostanza. A dirla tutta, a controllare quali risultano essere i titoli più visionati, vengono ovviamente premiati i generi peggiori e più oltranzisti.
Robaccia… Oh, abbiamo davanti a noi un critico con i controcazzi! E pensare che io in 14 anni ho sempre cercato i porno sceneggiati da JJ Abrams e diretti da Stanley Kubrick!!! Ora spiegatemi però quali sono i generi più oltranzisti. Son proprio curioso.
Quello che conta è la sostanza. Intendete in modo figurato o no?

Ma per il colpo d’occhio sull’ampiezza del fenomeno non si può prescindere dai famosi siti peer-to-peer: dove si scarica illegalmente e si condivide il materiale piratandolo gratis, la quantità di porno è soverchiante rispetto al resto. Siccome nessun piatto di minestra è gratuito, qui ci guadagnano solo i gestori.
Ah bene dai, ora iniziamo a ragionare.

È l’esplosione irreversibile del consumo di questo tipo che sta facendo ammattire il governo di casa nostra quando deve occuparsi di una misura come la pornotax. Inserita nel pacchetto anticrisi di fine 2008 e anche rinsaldata da pochi giorni dal decreto attuativo.
Con una tassa simile la crisi passerebbe in due giorni. E al terzo giorno ci sarebbe la rivoluzione armata. Cazzi di legno per bastonare a morte il Governo, vagine dentate per castrare i nostri politici così miopi (ho detto miopi? huahuahuahuahuahuahuhuaaa!!!).

In teoria sarebbero tassabili (la tax prevede il 25 per cento in più di introiti per il fisco) i prodotti video messi a disposizione sul web, ma risalire a chi fa cosa, come e perché è autentica follia.
Anche perchè a grandi linee tutti fanno cosa, come e perchè. Tassare tutti è come tassare nessuno. Perchè se io devo darti 10 euro, stronzo Governo, tu li devi dare a me. Circolo vizioso. Miopia.

La perla è la seguente: la pornotax definisce tassabili quei contenuti video in cui vengono girate scene di sesso “non simulato”. Dal mondo delle tv e produttori interessati è partita la controffensiva teorica: scusate, quelli che girano queste scene sono attori, stanno quindi recitando, come si può dire che non simulino?
Mamma quanto vorrei avere tra le mani gli scribacchini che buttano giù queste leggi del cazzo (proprio del cazzo!). Sesso non simulato? It’s fiction, baby! It’s entertainment!!!

E lo schermo del computer che si accende quasi da solo, per magia. 0,07 centesimi, grazie.
AVETE ROTTO IL CAZZO CON QUESTI ZERO VIRGOLA ZERO SETTE CENTESIMI.
SECONDO ME INTENDETE SETTE CENTESIMI.

Ora, amici che pagate 0,07 centesimi o addirittura 6 euro (o siete tra quelli che, pur avendo una connessione internet, comprano i pornazzi su sky), vi lascio un elenco di soluzioni economiche (molto economiche: gratuite) per affrontare la crisi. Dopo l’orto in cortile per risparmiare sulle verdure, ecco il porno gratis per risparmiare sull’onanismo.

In streaming (quindi filmatini brevi ma non necessariamente):
Fantasti
Spankwire
Pornhub
Redtube
Youporn
Xhamster
Shufuni
Xvideos

Torrent/film completi (quindi film lunghi ma non necessariamente):
Empornium
PureTnA
Dixler

Amici di Repubblica, fatevi una cultura.
And GET A LIFE!!!!

E invece voi, cari e adorati lettori, cliccate PLAY sul nuovo video di Jon Lajoie, ovviamente in tema con l’argomento trattato.

Tv di qualità

Un reality sulla vita di Valeria Marini.
Ne parla anche Repubblica.
Adesso mi faccio quattro risate.

Come dev’essere un uomo per piacerle?
“Deve avere un buon rapporto con la madre, Perché un uomo che ama la madre non ha problemi con le altre donne”.
Dillo a Marion Crane!

Quanto conta Vittorio Cecchi Gori nella sua vita?
“Tanto. Gli ho voluto bene e gliene voglio, è un uomo perbene che è stato travolto e ha lottato per avere giustizia. In America è l’uomo degli Oscar, uno dei più grandi produttori italiani”.
In America siamo tutti più fighi. Anche noi Canadians, uomini perbene travolti da scandali. Ma ora stiamo lottando per avere giustizia.

In quel periodo l’hanno rivalutata.
“Mi fa piacere perché ho sentito le donne dalla mia parte. Se piaci alle donne hai raggiunto l’obiettivo, sono più esigenti. Vanno oltre l’immagine, non mi vedono come una rivale. Siamo più forti, combattiamo. Con Vittorio è stato così”.
Non ho mai sentito nessuno parlare bene di Valeria Marini. Uomini, donne, cani. NESSUNO.

Quali sono le donne politiche che stima di più?
“La Prestigiacomo, perché ha fatto proposte concrete per le donne, parla in maniera chiara, è una brava mamma. L’ho vista in aereo con il figlio. Mi piace la Carfagna, è stata brava a cambiare immagine. Stimo Livia Turco, gliel’ho anche detto, ha una bella determinazione”.
La cosa più bella è “L’ho vista in aereo con il figlio”.
Sulla Carfagna mi sembra inutile perdere tempo.

Fa un reality e farà la soubrette su Canale 5. Strana parabola.
“No, perché? Sono grata a Pingitore e non gli avrei mai detto di no, ha creduto in me dall’inizio. Quest’anno non c’è più Oreste Lionello, per me è una famiglia”.
O lei non sa fare discorsi logici, o quelli di Repubblica tagliano le interviste alla cazzo.

Ha 40 anni, le fa paura il tempo che passa?
“No, ho un buon rapporto col mio corpo. Peccato che la telecamera m’ingrassi perché ho i fianchi”.
Figata, ha i fianchi!!!

Soubrette, stilista, icona gay. Come si definirebbe?
“Attrice. Ho lavorato in teatro, recitato con Sordi. Sogno un film con Verdone, adoro Ferzan Ozpetek”.
Hahahahahhahahah! BUHAUAHAUAHAUAHAUHAUAHAUHAUAHAUAH!
AHRAHHRAHGAHGHAGHAGHAGHAGHAGHGHHAGHGAHGAHAGH!!!!!!!!!
ATTRICEEAAAAAAAAAAAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHA!!!
MUOIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
BUAHAHUAHUAHUHUAHUAHUAHUAHUHUAHUAHUAHUAHUHUA!!!!!

E se le chiedessero di rinunciare al trucco, a essere Valeria?
“Per loro rinuncerei”.
Ma va in mona.

Niente fiori ma opere di bene

Fatevi un giretto qui, così BaroneBirra la smette di rompermi i coglioni!

Ora avete quattro possibilità:
-Votare il video senza guardarlo
-Guardare il video senza votarlo
-Guardare il video e votarlo
-Non guardare il video e non votarlo, ma girare almeno il link della pagina a qualcuno

Io l’ho votato dopo averlo visto, per la cronaca.

Hey Marseilles e RAA

In questi giorni ho ricevuto sms, mail, messaggi in bacheca su facebook e qualche commento sulle due band in questione. Ne sono molto felice. Onore a Brezzi e Marmina 😀

Riassuntino veloce:

Il disco degli Hey Marseilles potete acquistarlo qui (inutile cercare di scaricarlo, è praticamente introvabile)

Il disco dei Rural Alberta Advantage potete invece acquistarlo qui

E qui potete scaricare una delle canzoni più belle di sempre. E sticazzi.
Col cambio attuale (si parla di dollari canadesi, pay attention!!!!):
Tasso di conversione PayPal al 28 mar 2009: 1 Euro = 1,60774 Dollari canadesi
Quindi il disco m’è costato solo 7,47 euro (l’ho acquistato due minuti fa).

Evviva!

Più facebook, meno stronzate

Facebook non è male.
Non è male fino a quando non si viene sommersi di test, quiz e puttanate varie.

La nuova interfaccia ha i suoi pro e i suoi contro.
Tra i pro ci metterei la semplicità di utilizzo e una visualizzazione più chiara dei contenuti.
Tra i contro invece ci metto il fatto che ora c’è una colonna che ti aggiorna in tempo reale di tutto quello che stanno facendo i tuoi amici.
E fin qui poco male.
Peccato che buona parte dei miei “amici” (le virgolette sono obbligatorie: su 914 “amici” che segna attualmente il mio contatore, un buon 30/40% non credo di averli neanche mai visti dal vivo) si diverta tantissimo a fare test e quiz del tipo:
-che giocatore della Reggina sei?
-pensi che Massimo Fiorio si masturbi?
-quale puntata della quarta serie di Scrubs sei?
-quale fratello di Georgie ti scoperesti?
-pensi che Yao Ming abbia rotto il cazzo?
-quale dito usi per toglierti le caccole dagli occhi al mattino?
-quale personaggio di Beautiful ti assomiglia?
-quale rigore, dei cinque battuti in finale contro la francia nel 2006, sei?
-quale buffa esclamazione di giubilo ami maggiormente?
-hai una vita di merda?

E non dimentichiamo la nuova pestilenza, che ha colpito buona parte degli utenti di Facebook: le top 5. Posso capire le classifiche a fine anno, le faccio pure io da quando ho un blog. Ma fare una classifica ogni due secondi e condividerla con il mondo mi sembra insano. E fastidioso.

Per quale assurdo motivo vuoi far sapere al mondo quali sono:
-i tuoi 5 dischi preferiti adesso e tra 10 minuti
-i tuoi 5 dischi preferiti che porteresti sull’isola deserta
-i tuoi 5 dischi preferiti il 4 maggio del 1992
-i tuoi 5 film preferiti quando hai fatto l’esame di terza media
-le 5 nazioni che preferisci, ma possibilmente che non abbiano il colore blu nella bandiera
-le 5 birre preferite ma che stiano sotto i 9 gradi
-i tuoi 5 libri preferiti con 143 pagine
-i tuoi 5 libri preferiti quando sei al cesso
-i 5 film che preferisci tra quelli che prevedono la morte di uno dei protagonisti entro i primi 25 minuti
-le 5 serie tv che preferisci, ma non puoi mettere Lost
-i 5 calzini a cui sei più affezionato
-i 5 videogame che porteresti sull’isola deserta senza energia elettrica o batterie
-i 5 cinema dove ti hanno fatto i pompini più soddisfacenti
-le 5 dita della mano sinistra che preferisci
-i 5 re di roma che preferisci e che non finiscono per -o

E avanti così.

Ovviamente ognuno è libero di utilizzare facebook nel modo che ritiene opportuno.
Io sono altrettanto libero di insultare, incazzarmi, sbroccare.
E utilizzare facebook a modo mio, ovvero come semplice strumento per restare in contatto comodamente con persone a cui tengo o con cui lavoro.

Ma vogliamo poi parlare degli album dei cani che cercano padrone?
Al primo che ho visto ho pensato “povero cagnolino”.
Al secondo “mmm…”.
Al terzo “che due palle”.
Al quarto “BASTA!”.
Al quinto ho augurato la morte al cane.
Dal sesto in poi ho augurato una morte violenta al cane o al gatto in questione e a tutti i cani e gatti del mondo. Grazie a tutti per avermi fatto odiare bestie che prima adoravo (i cani).

E i cani vivi usati come esche per gli squali?
Ma ben venga!
Speriamo siano gli stessi cani degli album “Billy cerca un padrone”, “Lillo è tanto tenero e dolce”.

Ok, la smetto di lamentarmi.

Ah, Massimo Fiorio si masturba.

Dal Texas

Acquisti
Acquisti e omaggi vari.
L’anno scorso avevo comprato più roba.
Sarà la crisi.
O sarà che sto giro siamo stati da Waterloo solo un’ora (l’anno scorso c’ero stato mezza giornata) perchè poi c’era il concerto degli Hey Marseilles! (onore a Brezzi!)

Al volo e a caso, le cose che ho preferito:
Trail Of Dead miglior live in assoluto. Visti due volte: hanno rotto i culi entrambe le volte. Imperdibili a maggio a Bologna.
Hey Marseilles sorpresa più piacevole di tutto il festival: ragazzini di cui sentiremo parlare. File under Bright Eyes.
The Rural Alberta Advantage strepitosi (e batterista incredibile e lei bella bella bella!) e autori della canzone-droga del momento. Questa.
Jason Lytle era ed è anche adesso i Grandaddy. Concerti meravigliosi (soprattutto quello nella Presbyterian Church), e Burch alla batteria! Qui un video che ho fatto durante il set in chiesa, con Levitz e Jed The Humanoid!
Lissy Trullie donna dell’anno. Ep dell’anno. Minigonna dell’anno.
Jon Lajoie ha fatto “Show me your genitals” e “Everyday normal guy”. Standing ovation. A breve posterò il filmato.
Youth Group dal vivo non m’hanno fatto impazzire, ma forse la location non era la più adatta. Comunque alla faccia della youth: nonnetti, eh 😀
Screaming Tea Party devastanti. Punto.
Laura Marling tanto bella quanto pallosa.
The Pains Of Being Pure At Heart davvero niente male. Meglio dal vivo che su disco (che è comunque ottimo!).
Mumford and Sons altra piacevole scoperta. Da tenere d’occhio.
Glasvegas concerto della madonna. Un aggettivo? Emozionanti.
Decemberists: concept album, concept live. Un po’ pesante da digerire ma alla fine delizioso. The Rake’s Song dal vivo è una bomba.
Jarvis Cocker uomo più affascinante del pianeta e perfetto professore nella lezione sulle pop songs.
Wavves chitarra e voce è uguale a Carlo Pastore. Esteticamente. Musicalmente Carlo avrebbe fatto una figura migliore.
Alexandra Patsavas gran personaggio.

Per quel che riguarda le band italiane ne scriverò forse altrove.

HOLY CRAP!