"Più di duecentomila italiani ogni sera comprano film hard sui canali satellitari"

—ATTENZIONE: Se hai meno di 18 anni devi assolutamente smettere di leggere. Io te l’ho detto. Poi ovviamente siamo in uno Stato libero. Buhuahuhuahuahuahuahuahuahuahuaa!!! —

Se invece hai più di 18 anni puoi leggere tranquillamente.

Allora.
Più di duecentomila italiani ogni sera comprano film hard sui canali satellitari.
Praticamente un italiano su 300.
Una percentuale altissima!
Questo articolo di Repubblica mette nero su bianco con un tono da “ehi, notiziona incredibile!” una banalità come “il porno così è diventato sempre più quotidiano e a disposizione di tutti”.

Prima di dare una soluzione economica a questo italiano su 300 analizziamo il contenuto dell’articolo in questione.

basta collegarsi a un certo sito Internet simboleggiato da due cifre, intuibili e che combaciano l’una con l’altra, e acquisti film hard al minuto: costa 0,07 centesimi per sessanta secondi
Intuibili e che combaciano l’una con l’altra: già qui vedo molti cervelli fritti e qualche aneurisma pronto a scoppiare. Combaciare significa corrispondere, aderire perfettamente. Quali saranno quindi queste cifre? Ma soprattutto per quale motivo dovrebbero essere intuibili? Perchè si parla di cazzinculo, pompini, creampie e cose simili? Quindi una persona magari pensa: 69. Aderiscono perfettamente. Ma allora, amici di Repubblica, perchè siete sempre sul punto di fare pubblicità ma poi vi fermate? Se dovete dare una notizia, datela fino in fondo. Non nascondete la mano all’ultimo secondo. Quale cazzo sarebbe sto sito di merda? E soprattutto siamo sicuri che non abbiate sbagliato le cifre? Parlo del costo. Siete famosi per mettere le virgole a caso o aggiungere troppi zeri alla fine di un numero. 0,07 centesimi al minuto vuol dire 4,2 centesimi all’ora. Me par poco.

Il vantaggio è evidente: a un certo punto della sessione, fatalmente, il porno via video perde bruscamente di interesse. Lì, interrompi la connessione e paghi solo quello che hai consumato.
Fantastico! Mi piace il modo in cui è stata scritta questa parte. Potevate usare una terminologia più terra terra, più adatta al blog di Dietnam insomma. Potevate citare kleenex, carta igienica, asciugamani, docce, disastri vari. Invece avete usato “Il porno perde bruscamente interesse”. Bruscamente. Geni.

Se i gestori rendessero noti i tempi di collegamento medio, avremmo delle statistiche interessanti su certe abitudini.
Beh, potreste semplicemente cronometrarvi la prossima volta. Smettetela di tenere questo tono distaccato del cazzo.

Il porno su carta, giornali, riviste, stellare trent’anni fa, è ormai un vago ricordo. I cinema ufficiali sono un decimo rispetto al passato, con qualche sporadico episodio che passa nelle cronache locali mettendo pena e tenerezza: l’altra sera a Savona hanno trovato un pensionato passato a miglior vita nella poltrona laterale del cinemino, sembrava un ritaglio di un quarto di secolo fa.
Quasi ogni cosa su carta è un vago ricordo ormai. Libri a parte. Uno dei più grandi rimpianti della mia vita è quello di non essere mai stato al cinema Ariston di Verona. Quando facevo il liceo ricordo che, ogni mercoledì mattina, cambiavano la locandina del film. Alcune sono ancora stampate nella mia memoria: “Sono Mandingo e al buio lo spingo” e “Giovani troie libidinose” su tutte!
Non capisco invece per quale motivo citare l’episodio del pensionato, mettendo l’accento buonista su “pena e tenerezza”. Ma inculatevi, dai! Poraccio! E’ morto, fine. Non stiamo qui a parlare di pena e tenerezza. Quando vi fate le seghe poi vi fate pena? Tenerezza? Come è morto al cinema poteva morire a casa. Un po’ come voi. Buonisti del cazzo.

Quello che dilaga davvero (anzi, in termini prettamente internettiani: spopola) è il video sesso via web. Ovvero la forma più veloce, economica, sicura. Quello che consumato a milioni di unità frutta cifre che nessuno riesce nemmeno a immaginare, a furia di minuti pagati 0,07 centesimi o di noleggio film a sei euro ciascuno, 48 ore di tempo per visionarselo con calma e quante volte si vuole (anche qui le statistiche sarebbero interessanti).
Oh, avete la mania di queste statistiche, eh!
Comunque. Complimenti per aver scoperto l’acqua calda. Siamo nel 2009. Io uso internet più o meno dal 1995. E già 14 anni fa il porno andava forte. Molto forte. Ok, non c’erano i filmati in streaming, ci si accontentava delle foto. Gratis. E voi invece mi parlate ancora di questi 0,07 centesimi o di sei euro a film. Da guardare più volte in 48 ore. Figata. Blockbuster praticamente. Allora mi vien da pensare: ma sono intelligente io o son stupidi gli altri?
Cioè: youporn, xhamster, redtube, cose simili?
La risposta è lapalissiana: sono intelligente io.

Quasi sempre robaccia girata in digitale e per gusti un po’ così, ma quello che conta è la sostanza. A dirla tutta, a controllare quali risultano essere i titoli più visionati, vengono ovviamente premiati i generi peggiori e più oltranzisti.
Robaccia… Oh, abbiamo davanti a noi un critico con i controcazzi! E pensare che io in 14 anni ho sempre cercato i porno sceneggiati da JJ Abrams e diretti da Stanley Kubrick!!! Ora spiegatemi però quali sono i generi più oltranzisti. Son proprio curioso.
Quello che conta è la sostanza. Intendete in modo figurato o no?

Ma per il colpo d’occhio sull’ampiezza del fenomeno non si può prescindere dai famosi siti peer-to-peer: dove si scarica illegalmente e si condivide il materiale piratandolo gratis, la quantità di porno è soverchiante rispetto al resto. Siccome nessun piatto di minestra è gratuito, qui ci guadagnano solo i gestori.
Ah bene dai, ora iniziamo a ragionare.

È l’esplosione irreversibile del consumo di questo tipo che sta facendo ammattire il governo di casa nostra quando deve occuparsi di una misura come la pornotax. Inserita nel pacchetto anticrisi di fine 2008 e anche rinsaldata da pochi giorni dal decreto attuativo.
Con una tassa simile la crisi passerebbe in due giorni. E al terzo giorno ci sarebbe la rivoluzione armata. Cazzi di legno per bastonare a morte il Governo, vagine dentate per castrare i nostri politici così miopi (ho detto miopi? huahuahuahuahuahuahuhuaaa!!!).

In teoria sarebbero tassabili (la tax prevede il 25 per cento in più di introiti per il fisco) i prodotti video messi a disposizione sul web, ma risalire a chi fa cosa, come e perché è autentica follia.
Anche perchè a grandi linee tutti fanno cosa, come e perchè. Tassare tutti è come tassare nessuno. Perchè se io devo darti 10 euro, stronzo Governo, tu li devi dare a me. Circolo vizioso. Miopia.

La perla è la seguente: la pornotax definisce tassabili quei contenuti video in cui vengono girate scene di sesso “non simulato”. Dal mondo delle tv e produttori interessati è partita la controffensiva teorica: scusate, quelli che girano queste scene sono attori, stanno quindi recitando, come si può dire che non simulino?
Mamma quanto vorrei avere tra le mani gli scribacchini che buttano giù queste leggi del cazzo (proprio del cazzo!). Sesso non simulato? It’s fiction, baby! It’s entertainment!!!

E lo schermo del computer che si accende quasi da solo, per magia. 0,07 centesimi, grazie.
AVETE ROTTO IL CAZZO CON QUESTI ZERO VIRGOLA ZERO SETTE CENTESIMI.
SECONDO ME INTENDETE SETTE CENTESIMI.

Ora, amici che pagate 0,07 centesimi o addirittura 6 euro (o siete tra quelli che, pur avendo una connessione internet, comprano i pornazzi su sky), vi lascio un elenco di soluzioni economiche (molto economiche: gratuite) per affrontare la crisi. Dopo l’orto in cortile per risparmiare sulle verdure, ecco il porno gratis per risparmiare sull’onanismo.

In streaming (quindi filmatini brevi ma non necessariamente):
Fantasti
Spankwire
Pornhub
Redtube
Youporn
Xhamster
Shufuni
Xvideos

Torrent/film completi (quindi film lunghi ma non necessariamente):
Empornium
PureTnA
Dixler

Amici di Repubblica, fatevi una cultura.
And GET A LIFE!!!!

E invece voi, cari e adorati lettori, cliccate PLAY sul nuovo video di Jon Lajoie, ovviamente in tema con l’argomento trattato.

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