Una lettera d’amore

Oggi ho partecipato alle Festa della Liberazione organizzata a Zevio. Assieme a molta altra gente ho dato il mio piccolo contributo, leggendo una delle tante lettere di gente comune fatta prigioniera, torturata e giustiziata dai nazisti.

La lettera che ho scelto io è di un ragazzo poco più che trentenne, catturato poche ore prima della liberazione. Catturato e dopo un paio di giorni giustiziato.
Forse uno degli ultimi a cadere per mano nazista nel nostro paese.

Una lettera d’amore.

(cliccate sull’immagine per ingrandirla)
Una lettera

Mentre leggevo mi tremavano le mani, le gambe e probabilmente anche la voce.

L’unico minuscolo piacere è giunto una volta finita la lettura, notando che quei due scimmioni (stranamente rasati a zero e vestiti di nero. stranamente) che avevano ridacchiato e borbottato durante tutte le letture precedenti alla mia (io ero il sesto in scaletta) se n’erano andati.
Merde, l’allergia all’ossigeno vi servirebbe.

Un grazie di cuore a Emiliano per avermi segnalato l’iniziativa.

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