I seggi e la perfezione

Sono dieci anni che faccio il presidente di seggio, ma oggi è successa una cosa che mai m’era successa prima d’ora.
A inizio giornata (ovvero alle 15) abbiamo deciso di aprire 200 schede, pronosticando un’affluenza non superiore alle 200 unità per la giornata odierna.
Alle 22 in punto ha votato la duecentesima persona del giorno.
E non è finita.
100 uomini e 100 donne.

Vabbeh, mi piacciono i numeri.

I rappresentanti di lista sono davvero agguerriti, sto giro.
Peccato dover dare buca a quelli della Lega Nord.
Quando uno arriva alle nove di sera e ti dice: “I me ga dito che ghè stà dei casini co’ le nomine, te va ben se te le porto domatina prima dele sete, prima che verzì el seggio?” (trad: “Mi hanno detto che ci son stati dei problemi con le nomine, ti va bene se te le porto domattina prima delle sette, prima che apriate il seggio?”), cosa gli vuoi dire? Impara l’italiano? Non darmi del tu perchè non siamo amici e, fino a prova contraria, qui dentro comando io?
No!
La mia risposta è stata semplicemente: “Purtroppo il termine ultimo per la consegna delle nomine erano le tre di oggi pomeriggio, in Comune cosa ti hanno detto?”.
Risposta sua: “I me ga dito che ga da decidar el presidente”.
Risposta mia: “Passa tra venti minuti, così chiedo anche al mio segretario”.
Il segretario non l’ho mai chiamato, lui non è passato dopo venti minuti.
Pecà 😀

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