La pigrizia, aka La mia sull’obbligo di rettifica.

Siccome sono pigro e oltretutto c’è un caldo boia, non ho voglia di scrivere troppe cose sul discorso “Alfano vs blogger italiani“.
Mi limiterò ad un esempio e, forse, ad un paio di bestemmie.

Parliamo dell’obbligo di rettifica.

Se io dovessi scrivere nel mio blog: “Oggi sono stato al campetto e ho stoppato 5 volte mio fratello, facendo pure 40 punti contro i suoi 25”, lui potrebbe costringermi a postare una sua rettifica, dove sostiene: “Non è vero nulla, io ti ho stoppato 10 volte e non hai fatto neanche un punto”.
E io dovrei pubblicarla. Come rettifica appunto.

ret|tì|fi|ca
s.f.
1 CO correzione apportata a un testo di legge, a una notizia, a un’affermazione, spec. in quanto pubblicata precedentemente in modo inesatto: r. di un atto, di una notizia

La cosa però davvero bella è che io, a questa rettifica, non potrei più rispondere/commentare.
La parola della persona che io accuso sarebbe l’ultima parola del discorso.
Quella valida.
SEMPRE.

A meno che io non voglia pagare multe, andare in galera, finire nella camera a gas.

Lo dice la legge: “4. Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate, senza commento, nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate“.

Ma facciamo un esempio più terra terra.
Se io dicessi: “Gentilini è un razzista (di merda)” e lui mi costringesse a postare la rettifica, ovvero “Gentilini non è razzista” (questo sarebbe il sunto della rettifica), o peggio “Mi sono sbagliato: Gentilini non è razzista, me l’ha detto lui stesso!”, io dovrei farlo, e quello sarebbe il punto finale del mio discorso.
“Hey dude, i was wrong. I’m the dumbass”.

Postare opinioni, idee, commenti, pareri nei propri blog ora sarà un po’ come giocare al lotto: mi arriverà una mail pro-rettifica? Riuscirò eventualmente a leggerla in tempo e a postare la rettifica pure in tempo, onde evitare multe e puttanate simili? E soprattutto, dovrò dedicare spazio nel mio (e sottolineo MIO) blog a qualche stronzo che vuol esprimere il proprio punto di vista, dipingendosi magari più bello di come l’ho descritto io? I preti pedofili di Verona potrebbero costringermi a scrivere che non hanno violentato nessuno? Berlusconi potrebbe costringermi a postare “Ehi, dai, Silvio non è mai andato a troie!”?
Nel MIO blog?
Non limitandosi eventualmente a lasciare un commento esprimendo il loro punto di vista e permettendo eventualmente a me (e a chiunque altro) di replicare?

Bella merda, diocan.

E dio ora mi chiederà una rettifica, affermando egli di non abbaiare?

5 thoughts on “La pigrizia, aka La mia sull’obbligo di rettifica.

  1. una cosa non so se è stata chiarita: a quali blog si applicherebbe questa disposizione? io ho un blog, che risiede su un server probabilmente americano, io risiedo in spagna, sono sottoposto a questa legge? in virtù del solo fatto di essere cittadino italiano? ma non dovrei – al limite – sottostare alle leggi del paese in cui opero? un bel casino…ciao ragazzi e in gamba!

  2. "Postare opinioni, idee, commenti, pareri nei propri blog ora sarà un po' come giocare al lotto". Esigo una rettifica perchè per giocare al lotto sono necessari i numeri, perciò il testo dovrà essere "Postare opinioni, idee, commenti, pareri nei propri blog ora sarà un po' come giocare alle parole crociate, e Silvio ce l'ha lungo 32cm."

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...