La recensione di uno che ne sa o che dovrebbe saperne

Qualche parola sul nuovo disco Canadians da un punto di vista leggermente privilegiato, ovvero quello di chi l’ha visto nascere, crescere, studiare, laurearsi, sposarsi, fare figli.
Il mio punto di vista.

Un disco che ha visto ufficialmente la luce un paio di anni fa (abbondanti), quando abbiamo iniziato a suonare dal vivo due pezzi che poi abbiamo registrato per “The fall of 1960” (solo uno dei due è poi finito nella scaletta definitiva del disco).
Altre tre o quattro canzoni erano state a lungo provate in vista di un probabile inserimento nel disco ma alla fine non se n’è fatto nulla. Magari le pubblicheremo da qualche parte (nelle versioni attualmente disponibili, ovvero prese da concerti o provini da sala prove), magari no.

Ma veniamo alle dieci canzoni che compongono il disco che potete ascoltare nel player qui sotto.

In sala prove ancora chiamiamo i pezzi con i titoli provvisori, perchè per più di un anno quelli sono stati gli unici titoli a nostra disposizione ed è quindi difficile ora associare un pezzo ad un titolo “serio”.

Partiamo quindi da A great day (titolo provvisorio: Stoner), uno degli ultimi pezzi scritti per il disco.
Perchè Stoner? Perchè boh, ci sembrava rendesse bene il mood di alcune parti del brano. In realtà spesso l’abbiamo anche chiamata “dai, quela che par i foo fighters”, probabilmente per l’intro di solo rullante (segata poi nell’edit finale). Uno dei pochi pezzi del disco con una parte di palm-mute degna di tale nome. Da subito ho pensato “questa deve aprire il disco”, e alla fine mi sembra che sia stata una scelta azzeccata: metti il disco nello stereo e subito diventi sordo. Il banjo inserito dal Vitto è quel tocco extra che m’ha fatto innamorare di un pezzo che avevo inizialmente etichettato come “minore”. Ieri sera l’abbiamo provata anche in versione acustica, in vista del concerto alla Fnac di Verona (venerdì 9 aprile), e rende bene. Magari un giorno registreremo tutto il disco in versione acustica. Una canzone già registrata ce l’abbiamo. Non è questa.

Seconda canzone: Leave no trace (tp: Nuova veloce).
Nuova veloce perchè dovevamo distinguerla, durante le prove, da Nuova Lenta e Nuova Mitch. E’ uno dei pezzi più vecchi del disco, l’abbiamo scritta probabilmente a fine 2008 (al tempo si chiamava Quella Veloce), forse addirittura prima. L’abbiamo già testata dal vivo nei pochissimi live effettuati l’anno scorso e sembra possa essere una degna sostituta di “15th of August” o “Last Revenge Of The Nerds” nelle scalette dei concerti alla voce “pezzo abbastanza tirato”. Manca, a differenza di tali pezzi, di una coda strumentale lunghissima, motivo per cui è stata candidata fino all’ultimo come potenziale primo singolo/video del disco, fino a quando l’etichetta non ha scelto un brano diverso. E’ uno dei pochi pezzi che, in sala prove, anche se non lo proviamo per settimane, riusciamo quasi sempre a suonarlo giusto. Uno dei pochissimi. Di solito, se non suoniamo un pezzo per dieci giorni, dimentichiamo gli assoli, gli stacchi, le parole, tutto. E non è che suoniamo roba dei Dream Theater. Eppure dimentichiamo tutto. Dimentichiamo anche il motivo per cui ci troviamo in una stanza sotto terra (sotto una piscina, a dirla tutta) a soffrire il freddo e il gelo.

Veniamo alla traccia tre, ovvero Carved in the bark (tp: Nuova Mitch).
Come quasi tutte le canzoni nate dalle mani del Michi (nel disco precedente: A sky with no stars, Out of order, Love story on the moon, Venus), è meno lineare e pop sia nella struttura che nell’arrangiamento, anche se, alla fine, il ritornello è decisamente semplice e decisamente pop. Mi ha sempre ricordato qualcosa dei Death Cab For Cutie, e molta gente mi ha confermato la stessa cosa. Il Chri fa cose incredibili con la batteria, ed è riuscito a farle praticamente alla seconda take. La cosa più incredibile è che sia riuscito pure io a suonarla tutta giusta alla seconda take, assieme a lui. Fino all’ultimo giorno dei mix era anche papabile come titolo del disco, però poi ci siamo resi conto che nemmeno noi sapevamo il significato di carved. Ah, il testo è stato riscritto in fase di registrazione delle voci, perchè Duccio aveva infilato qualcosa come settecento parole dove la metrica prevedeva che non ce ne fossero più di sei, quindi abbiamo segato tutto e sostituito con gli “yeah yeeaaaahhh”. Il giro di basso dei ritornelli ricorda tantissimo l’intro di Alive dei Pearl Jam, se prestate attenzione.

Avanti. Traccia 4: The night before the wedding (tp: Spazzole).
Ricordo benissimo quando ho sentito questa canzone per la prima volta. Ero a casa Brezzi a Milano, inizio agosto 2008. Il Vitto mi aveva mandato un video registrato la sera prima in sala prove, con lui al basso e tastiere e gli altri ai loro soliti strumenti del cazzo. Per almeno nove mesi quel pezzo non è più stato provato, ma quando ci siamo trovati a scrivere una lista dei potenziali pezzi per il disco nuovo qualcuno s’è ricordato di questa, l’abbiamo ripresa in mano, riarrangiata completamente, chiusa. Preparare le tracce guida per lo studio è stato frutto di svariate bestemmie (precisiamo: tutte le tracce guida da mandare in cuffia durante le registrazioni le abbiamo fatte in sala prove, con un normalissimo mac e un paio di microfoni. Una traccia di metronomo, una di chitarra, una di voce. Fine). Motivo delle bestemmie: il fatto che il brano abbia due o tre bpm diversi al suo interno. Lento nella parte iniziale e nel break centrale (e temo siano due lentezze diverse…), veloce in tutto il resto del pezzo. Il Chri praticamente, quando partivano le parti veloci, partiva a cazzo per la prima battuta, attendendo il secondo colpo di metronomo per capire se fosse giusto o in anticipo o in ritardo. Fortunatamente è sempre stato giusto. Inizialmente il pezzo doveva essere molto più pestone nei ritornelli, con chitarre più grosse e distorte, ma in fase di preproduzione, anche su consiglio di Cantaluppi e della stessa Ghost, abbiamo tentato una soluzione più “california, surf, sole, fighe” e l’abbiamo portata avanti così fino alla registrazione definitiva. Solo a me la parte iniziale ricorda vagamente le Vibrazioni?

FINE PRIMA PARTE

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