Carteggio con l’onorevole Levi

La settimana scorsa ho scritto all’onorevole Levi (promotore della legge che limita gli sconti sui libri: una ricerca su google vi chiarirà le idee) una mail parecchio stizzita, un po’ stronza e pure parecchio sborona, alla quale lo stesso Levi ha risposto invece in maniera gentile e puntuale. Dopo aver chiesto e ottenuto il permesso per pubblicare la sua risposta, vi copio/incollo lo scambio di parole.
Ho apprezzato la gentilezza e la disponibilità dell’onorevole, ma rimango fermo sulle mie posizioni.
La mia mail:

Gentile sig. Levi, le sembrerà strano che uno scrittore che ha venduto più di 100mila copie dei propri libri (esatto: lo scrittore in questione sono io, e i libri li può trovare su Amazon cercando “dietnam”) sia qui a scriverle per esprimere il proprio sdegno per questa legge delle limitazioni sugli sconti ai libri. Spero si renda conto che il suo/vostro desiderio di maggior diffusione della cultura e conservazione delle piccole librerie si trasformerà molto più semplicemente in un crollo della vendita dei libri, con conseguente impoverimento culturale di tutti. So bene che ai potenti l’ignoranza del popolo fa comodo. Perseguirla in modo così brutale mi sembra però scandaloso. Cordiali saluti.
La sua risposta:

Egregio sig. Fiorio (presumo che questo sia il suo nome), ricevo la sua lettera e le voglio rispondere sentendo in prima persona la responsabilità della legge appena approvata.

Vengo subito al punto da lei sollevato, cioè la tutela dei giusti interessi dei lettori e dei consumatori.

Il punto di partenza dal quale esaminare i probabili effetti della legge (quelli effettivi li misureremo con l’indagine a dodici mesi di distanza dalla sua entrata in vigore che la legge stessa dispone) non può che essere la nuova disciplina degli sconti. Ebbene, questi, lungi dall’essere vietati, continueranno ad essere possibili e in misura tutt’altro che irrilevante.

I librai, infatti (dalle piccole alle grandi e grandissime librerie, dai reparti libri dei super e degli ipermercati sino alle librerie on-line nazionali e multinazionali) avranno tutta la libertà di premiare i loro clienti più affezionati o di cercare di attirarne di nuovi vendendo i libri con sconti fino al 15 per cento sui prezzi di copertina, con sconti, cioè, persino superiori a quel 10 per cento che costituisce oggi la riduzione abituale sul prezzo offerta dalle librerie ai loro clienti migliori.

Gli editori, dal canto loro, potranno continuare a sostenere le vendite delle loro pubblicazioni offrendoli in campagne promozionali con sconti fino al 25 per cento, a condizione che le medesime promozioni siano proposte alle medesime condizioni a tutti i canali di vendita, cioè senza privilegiare, come oggi può avvenire, le librerie di loro proprietà oppure la sola grande distribuzione.

Fatta questa lunga ma doverosa premessa dalla quale risulta che i lettori potranno comunque continuare a godere della possibilità di accedere a degli sconti non molto dissimili da quelli oggi praticati, e sempre guardando alla legge dal punto di vista del lettore/consumatore, voglio attirare la sua attenzione su un elemento centrale della nuova disciplina.

Fissando un tetto agli sconti, la legge pone fine alla permanente guerra sui prezzi il cui risultato era il continuo crescere degli stessi prezzi, dato che, com’è evidente, al calare dei loro ricavi netti per effetto degli sconti sempre più alti, gli editori reagivano con un aumento dei prezzi di partenza, cioè di copertina.

Agli stessi editori, peraltro, non verrà affatto preclusa, se lo riterranno opportuno, di farsi una vera concorrenza sui prezzi, operando non attraverso lo strumento indiretto e per tanti versi ambiguo degli sconti, ma agendo direttamente e trasparente sui prezzi di copertina, cioè riducendoli.

C’è, infine, un ulteriore e fondamentale motivo che ha spinto ad adottare questa legge: la difesa del pluralismo dell’informazione e della cultura, un valore ed un fattore decisivo per la qualità della democrazie e, proprio per questo, tutelato dalla Costituzione italiana e dalle leggi dell’Unione Europea.

Mettendo fine alla pratica degli sconti come strumento a disposizione degli operatori più grandi e più forti per conquistare quote sempre più grandi del mercato sino al punto da costringere (come sta avvenendo a ritmi sempre più rapidi in paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti) all’abbandono i soggetti, editori e librai, più piccoli e più deboli, e dettando invece una disciplina che, almeno dal punto di vista degli sconti, ristabilisce regole uguale per tutti, si permette, infatti, che quello del libro continui ad essere un mondo arricchito dalla presenza di tanti e diversi editori, librai ed autori, un mondo libero, aperto, attraente, in grado di dare spazio alla creatività, capace di soddisfare mille curiosità.

Chiunque ami i libri e la lettura è in grado – ne sono certo – di apprezzare la necessità di corrispondere ad un interesse generale di questa portata.
Ricardo Franco Levi.

Inviato da iPad.
Per ora mi sono limitato al semplice copia/incolla, più tardi invece commenterò punto per punto quanto scritto dall’onorevole, visto che gliel’ho promesso nella mail dove chiedevo il permesso per pubblicare la sua risposta.
Voi nel frattempo potete iniziare a commentare qui sotto.

Idee da sviluppare: LAVA LAVA LOVE e la beneficenza

Idee.

Ne ho sempre tante. Troppe.

Vi sottopongo l’ultima in ordine cronologico, così magari riuscite a darmi qualche consiglio in merito.
Si tratta di un’idea che vorrebbe unire il dilettevole (in questo caso identificato come “suonare con i Lava Lava Love”) all’utile (in questo caso identificato come “fare un po’ di beneficenza”).
In passato già avevo sfruttato alcune idee a scopi benefici e, anche se le cifre raggiunte non erano state pazzesche, era stata comunque un’enorme soddisfazione.
Penso ad esempio alla maglietta #0 del blog di Chuck Norris, venduta all’asta a 130 euro (se non ricordo male), e il ricavato donato tutto ad un’associazione che costruisce scuole per i bambini in Brasile.
O il poster di Brinda Con Papi (250 euro sempre su ebay, euro più, euro meno), che ha aiutato in piccolissima parte la ricerca sul cancro.
Questa volta chiedo un vostro suggerimento sull’ente, onlus, associazione che dovrebbe beneficiare di questo nostro piccolo gesto.
Quale gesto? chiederete giustamente voi.
Allora, veniamo al dunque.
Domenica gireremo un paio di video acustici.
In mezzo alla natura, si spera.
Qualcuno suonerà, qualcuno canterà, qualcuno riprenderà il tutto.
E qualcuno disegnerà il tutto.
Per la precisione, il tutto sarà disegnato da Andrea Sbrogiò (noto per essere il batterista dei Lava Lava Love e dei Canadians ma anche come ottimo disegnatore, oltre che autore di questo) e da Serena Micieli (nota per essere Serena Micieli e aver disegnato la copertina del nostro nuovo disco).
Quindi nel giro di qualche giorno (il tempo di montare i video, sincronizzare audio e video, lavorare su luci, colori, stronzate tecniche insomma) avremo due video e due disegni.
I due video non saprei come farli fruttare in maniera redditizia, e quindi li faremo fruttare in maniera redditizia per il gruppo, piazzandoli su qualche sito interessato.
Ma i due disegni?
Sono un bene materiale, tangibile, potreste appenderli in camera o in bagno o in salotto. Regalarli.
Come facciamo allora? Solita asta su ebay?
Anche ricavassimo da qualche nostro fan una decina di euro, sarebbero 10 euro in più.
Se poi gli euro fossero 100, 1000, 10000, l’ente prescelto sarà più felice, e noi con loro.
E voi con noi e loro.
Però se avete altre idee, anche le più assurde (ma realizzabili), i commenti di questo post le attendono tutte!
GRAZIE MILLE!!!

UPDATE #1:

Mi suggeriscono su twitter di fare un cd (a tiratura UNICA) con la registrazione del set e usare i disegni come copertina e poi mettere quello all’asta. Mi piace molto.