Vittorie epiche

Io sono il classico stronzo che, quando parcheggia l’auto in zona a rischio multa (es. disco orario che scadrà prima del mio ritorno; parcheggio pagato con le poche monetine trovate in tasca che scadrà tra 10 minuti e io starò via tre ore; mai in divieto di sosta, eh!), lascia sempre un bigliettino con lo scopo di impietosire i vigili.
Con enorme successo, sembrerebbe.
In 13 anni (ho iniziato con la prima stagione lavorativa in Arena, nel 1999) di onorato servizio questa tecnica non mi ha fatto mai prendere una multa.
Confesso che, fino all’altro giorno, pensavo “dai, probabilmente non davano la multa a nessuno” ma speravo tantissimo che il merito fosse della mia orrenda calligrafia e delle scuse assurde inventate ogni volta.

Poi è arrivata la laurea della Flo.

Arrivo di corsa all’università, il parcheggio Passalacqua è esaurito (strano, visto che l’hanno ridotto da 345876324 posti a 120, e gira voce che toglieranno anche quei 120 per fare spazio a palazzi e cazzi vari), trovo posto nel piazzale del cimitero. Incredibilmente non ha le strisce blu. Banalissime strisce bianche. Disco orario. Un’ora. Un’ora? Huhauhauahuauhahuauhauhauhauhhuaa! Tra un’ora saremo ancora in attesa della discussione. Non importa. Sono le 10, metto il disco orario alle 10.30 (prima infrazione) sapendo che non tornerò prima di mezzogiorno (seconda infrazione).
Decido quindi di lasciare un bigliettino vicino al disco orario.
“Mi sto laureando, non datemi la multa! Grazie!!!”.
E me ne vado tranquillo ma non tranquillissimo.
A cento metri di distanza ci sono già i vigili, davanti all’ingresso del Passalacqua.
Fingo ulteriore tranquillità.
A mezzogiorno torno per cambiare l’ora del disco orario (terza infrazione) e controllare che non ci siano multe.
Mi avvicino alla mia macchina e vedo che l’auto prima della mia ha la multa, e quella prima ancora idem.
E quella dopo, e quella dopo ancora!
La mia? No.
Apro l’auto.
In quel momento mi passano a fianco i vigili con la loro auto, si fermano e mi chiedono “Allora? S’è laureato?” ridendo. Rispondo solo “Di brutto!”.
Non ci credono neanche per mezzo secondo, ma mi salutano e se ne vanno.
Cambio il disco orario.
Vittoria.

PS: Leonardo Maria (seguitelo su twitter, non ve ne pentirete) m’è testimone, perchè certe storie necessitano di testimonianza.

Un pensiero riguardo “Vittorie epiche

  1. Sono una brutta persona.
    Ieri notte tornavo da casa della morosa in auto, ed ad un certo punto mi si para dietro un fighetto 30enne con la classe A grigia e i fari alti.
    'Catroja, spero che volti.
    5km dopo ho ancora i fari alti nel retrovisore. Lo sposto in posizione antiabbaglio, ma ce l'ho ancora nello specchietto laterale.
    Allora inizio a lampeggiare col retronebbia, ma il gagliardo sfigato posteriore se ne impipa. Altri 5km di di imprecazioni, ho i fari nel cervello. Basta, scalo due marce e mi metto a destra, con due ruote sulla banchina, nella posizione tipicamente occupata dalle vecchie che vanno al cimitero con la Atos.
    Mi supera, ovviamente.
    Ed è lì che si concretizza il mio essere una brutta persona on the road.
    Pianto il gas, mi rimetto dietro al mangiamerda col mercedes e spiano gli abbaglianti. Quando arrivano le macchine dall'altra corsia li spengo, per poi riaccenderli ad ogni occasione.
    L'ho seguito per altri 5-6km e mi sono sentito una bellissima brutta persona.

    @noncandeggiare

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