Il mio Sanremo

Un giorno m’arriva una mail.

“Ti piacerebbe andare a Sanremo a commentare il festival? Ti diamo anche un tablet fighissimo, un hotel fighissimo, compagni di avventura fighissimi e tante altre cose fighissime”.

Io odio l’aggettivo fighissimo, ma ho smesso di leggere dopo la parola “Sanremo” e mi son messo subito a riempire la valigia.

Quattro ore abbondanti per fare la Milano-Sanremo (guidava Cipollini), in mezzo alla neve e alle dimissioni del papa, ma l’accoglienza tra palme e lucine varie ha ripagato le emozioni del viaggio (testacoda di un camion nel tratto più innevato, folate di vento che quasi ci spingono in Tunisia nella seconda parte del viaggio).

Neanche il tempo di ripensare alla frase della receptionist dell’hotel (“Non sono mai stata assieme a così tanti uomini” mentre condivideva un giro in ascensore con il sottoscritto, Nicholas, Alessandro e Gianluca) e subito ci siamo gettati nella way of life sanremese.

“Ma tu, esattamente, cosa cazzo facevi a Sanremo?” è la domanda che mi hanno fatto almeno ventisei persone.
Io twittavo, stalkeravo, mangiavo, bevevo.
Soprattutto stalkeravo e bevevo, perché si bruciano tanti liquidi durante lo stalking e bisogna integrare subito.

Stalkeravo armato di svariate tecnologie.

Una reflex che ho dimenticato in hotel già al secondo giorno, il telefono per le cazzate da postare in mobilità e un tablet per la parte più interessante della trasferta: l’interazione tra i fan e i cantanti in gara.

Io e la mia collega/sorella/compagna d’avventure tassistico/alcoliche Andrea (sì sì, proprio questa Andrea! Mi somiglia, vero? Eh, siamo proprio belli belli belli da morire) dovevamo raccogliere le domande dei fan tramite un hashtag apposito, selezionarne un tot e passarle poi ai cantanti durante le loro visite alle dirette di Rtl 102.5. Per farlo eravamo dotati di questa cosina qui.
Avete capito quindi il significato dell’hashtag #VIVOsanrem8? VIVO come il nome del tab, 8 come Windows 8. E l’impatto per uno che non usa Windows da più di 5 anni com’è stato? Molto positivo.
È stato sufficiente un briefing (oddio, come parlo? Sono ormai pronto per un lavoro a Milano! Datemelo! Subito!) di 5 minuti con i ragazzi e le ragazze di Microsoft e già sapevo usare tutto, fare tutto, rimpicciolire le icone, spostarle, entrare nello shop, uscirne, rientrare, usare le app e, soprattutto, apprezzare la classica schermata desktop di windows anche nel tab. Promosso. Per la lode però aspetto lo sviluppo di ulteriori app, visto che per ora quello è il limite maggiore: ci sono poche app. Note molto positive del mix tablet+windows8: la durata della batteria, la fluidità dello scroll, la leggerezza del tablet, la facilità d’uso.
Aneddoto più divertente legato al tablet: una sera, in hotel, dovevo compilare un questionario per un esame di un corso che sto seguendo. Dovevo consegnarlo tassativamente il giorno dopo. Office mi ha salvato la vita. Io ero tutto tranquillo, mi dicevo “in qualche modo farò, dai, tanto sono a Sanremo, alla peggio entro in casa di qualcuno e chiedo in prestito un pc”. Ecco, Office mi ha salvato il culo.

Ma ora parliamo del Festival di Sanremo.
A punti, come piace a me. A caso, e pure un po’ a cazzo.

  • Sanremo è bellissima, se non ci siete mai stati dovreste rimediare.
  • Nel nostro hotel c’era Bar Refaeli. Ringraziamo ancora le Iene per averci svegliato alle sei del mattino al grido di “Bar! Bar! Non scappare! Non riesco a correre col cazzo duro!”.
  • Nel nostro hotel c’era anche il divino Otelma. Siamo persone fortunate.
  • Se dovete mangiare a Sanremo, andate alla “Taverna al 29”. Ci siamo stati la prima sera e ancora ci pentiamo di non esserci tornati. Il nostro vicino di tavolo era Rocco Tanica, una persona a cui evidentemente piace l’ottima cucina. 10 e lode.
  • Se dovete mangiare a Sanremo, evitate accuratamente “Il Divin Porcello” (ancora non so quale sia l’aggettivo e quale il sostantivo). Inviterei la signorina Delogu a descrivere nei commenti di questo post la bontà e la consistenza del pesce ordinato.
  • I cantanti sono quasi tutti gentili e disponibili, o almeno lo sono stati con noi. Sfatiamo il mito degli artisti stronzi e antipatici. Anche i Modà (da molti descritti come personcine non proprio affabili) sono stati deliziosi. Con me e Andrea, perlomeno. Cristicchi favoloso, divertente, profondo, buffo. Gazzè l’unico a conoscere Vine e a mostrarci orgoglioso tutti i suoi video girati durante il festival. Silvestri elegante e piacente, capisco il successo tra il pubblico femminile. 
  • Ecco, Annalisa no. Annalisa non è stata gentile e simpatica. È stata glaciale, sia con noi (ok, io ho la barba, posso capirla) che con le due giovanissime fan che l’hanno aspettata due ore negli studi di RTL. Forse era stanca, forse è timida, forse non sono così interessato ad approfondire. Però è bellissima.
  • Bellissimo anche Mengoni. Pure troppo. Cioè, è davvero perfetto. Lo guardi e non trovi neanche mezzo difetto. Che palle, oh.
  • Ringrazio Chiara (Galiazzo, ndD) per l’ancora pesantissima cadenza padovana: mi ha fatto sentire meno solo. E vi assicuro che la mia cadenza veronese è nulla se paragonata alla sua.
  • Dopo anni di conoscenza virtuale (sfortunatamente a senso unico) ho incontrato Selen e me ne sono largamente bullato su qualsiasi social network.
  • Ho conosciuto anche Frankie Hi-Nrg (che girava assieme al mio carissimo amico Stefano “Acty” Rocco). Non l’ho solo conosciuto, è stata anche la persona che ho incontrato più volte durante la settimana sanremese. Era ovunque. Quindi pure io ero ovunque.
  • CasaSanremo sembra il Billionaire degli sfigati. Vecchi tiratissimi, vecchie tiratissime, giovani tiratissimi, e la prima sera abbiamo pure beccato il concertino dei Blastema. Concertino che, non me ne vogliano i diretti interessati, è stato una merda. La ciliegina sullo stronzo è stata una cover di Heart Shaped Box che proprio NO. Assieme a loro c’era pure Dori Ghezzi. A guardarla con sguardo alcolico e distratto poteva sembrare una ventiduenne.
  • Sul suolo della walk of fame di Sanremo (corso Matteotti, può essere?) ci sono i titoli delle canzoni vincitrici del festival e c’è un refuso: Toto Cotugno.
  • La focaccia allo stoccafisso è deliziosa. Idem la torta di formaggi. Ho una fame boia adesso.
  • Un giorno a pranzo avevamo Michele Serra vicino di tavolo e quindi ho pensato che probabilmente è impossibile pranzare o cenare a Sanremo durante il festival senza avere qualche vip nel tavolo a fianco. 
  • Durante le ore passate nello studio di Rtl a fianco al teatro Ariston credo di aver mangiato quattro chili di caramelle dietorelle. Ancora me le sogno la notte. 
  • Ho rivisto Carlo ed è stato piacevole come la prima volta (file under: Riva del Garda, malvasìa). E sì, continuano a fermarlo al grido di “Olmo!!! Posso fare una foto con te?”.
  • Ho preso parte ad alcune dirette su Macchiaradio (e di questo ringrazio Gianluca, anche lui rivisto molto volentieri dopo quella prima volta a Riva) e credo di aver detto solo cazzate. Però ne ho dette poche, ero troppo preso ad ascoltare gli altri.
  • Ho conosciuto Simone e son convinto che mi odii ancora perché una sera gli ho detto “Adesso ti followo su twitter” e poi non l’ho fatto, ma non per colpa mia, per colpa di wind! Lo giuro!
  • Ho rivisto Alessandro di SentireAscoltare, che si ricordava benissimo di me, ed Ema Stokholma, che non si ricordava assolutamente di me. Avrei preferito il contrario, eh. Se vi interessa, ho una foto dei piedi tatuati di Ema. Vendo a 4000 euro.
  • Ho conosciuto anche Stazzitta, venuta appositamente da Roma per conoscermi (o, più probabilmente, per conoscere il divino Otelma). Su twitter sembrava più alta, ma dal vivo è molto più divertente. E ho pure conosciuto Paolo, per merito del quale (ma pure di Andrea) ho conosciuto Luce Caponegro, quindi meriterebbe un monumento. 
  • Fun fact: Andrea Delogu è riuscita nella brillante impresa di pagare 50 euro per due cocktail durante il festone in discoteca il venerdì sera, quando tutti noi, pur impegnandoci, non siamo riusciti a pagare più di 10 euro a cocktail. Ah, i vantaggi di essere belle!
  • Chiudo questa breve lista di “ho conosciuto anche”/ringraziamenti con Nicholas di Hagakure, compagno di viaggio, di camminate su e giù per Sanremo e persona a cui devo principalmente la mia presenza al festival, e tutti quelli dello staff di Microsoft Italia e Asus Italia (ciao Valentina!). Grazie a voi adesso so dove passerò tutti gli anni una settimana del mese di febbraio. Perché Sanremo non è Sanremo: Sanremo è la droga.

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