Bye bye sala prove Canadians!

Ieri sera, mentre col Chri eravamo impegnati a definire le parti di batteria del mio disco, il Mitch era impegnato a smontare la sala prove.
Esatto: la gloriosa sala prove dei Canadians chiude per sempre.
Nelle tre ore passate ieri tra quelle mura ho visto sparire microfoni e cavi dentro a scatole di plastica, alcune tastiere non più funzionanti sono finite direttamente nel cestino, abbiamo ritrovato cose che non vedevamo da quasi 10 anni.
Non resterà nulla.
Addio ai cinquemila tappeti che coprivano il pavimento; addio ai poster e alle bandiere sulle pareti (ieri ho riportato a casa una bandiera degli Alice in Chains che mi era stata regalata per i miei 18 anni e che, dal 2005, decorava le pareti della saletta); addio al materiale fonoassorbente, al deumidificatore, alla batteria glitterata del Chri posizionata nell’angolo a nord-ovest, all’amplificatore per basso che ho usato per quasi 7 anni (Update: e non era nemmeno mio. Grazie Davide!!!); addio ai grovigli di cavi impossibili da sciogliere; addio alle ciabatte mezze fuse da svariati cortocircuiti, alle prese a parete che, in quasi 7 anni, non son mai riuscito a capire come cazzo si aprissero; addio alle trentacinquemila aste per i microfoni (solo 4 in ottime condizioni, esagerando); addio all’impianto comprato con i soldi del primo tour dei Canadians, quando suonare equivaleva ancora a portare a casa un piccolo stipendio; addio ai pomeriggi a fare manovra per far scendere il furgone nello scivolo del garage per caricare tutto come se fosse un’enorme partita a Tetris; addio alle serate estive con mezz’ora di prove, un’ora di piscina, cena al ristorantino dietro l’angolo, un’altra ora di prove, un’ora di piscina; addio alla pausa cicca con pisciatina in mezzo al verde dopo aver provato trenta volte di fila il passaggio di una canzone nuova; addio alle registrazioni di canzoni nuove, di provini per dischi nuovi, di video assurdi.
Ora proveremo in altre stanze, registreremo in altri studi e non dovremo più fare manovre assurde col furgone (soprattutto perché il furgone lo abbiamo venduto due anni fa).
Quello che è successo in quella stanza, quello che abbiamo creato e ottenuto grazie a quella stanza, le persone che abbiamo conosciuto e a cui abbiamo voluto e vogliamo bene e che ne hanno voluto a noi anche grazie a quello che abbiamo scritto e suonato lì dentro, le canzoni che abbiamo amato, odiato, scartato, migliorato grazie a quei quattro muri che erano più di una casa per alcuni di noi: tutte queste cose non torneranno più.
Ci saranno cose nuove, ma da questo cambiamento non si torna indietro.
Grazie Cellore, grazie Mitch!

4 pensieri riguardo “Bye bye sala prove Canadians!

  1. Provo un po' di sana invidia per te che hai potuto fare tutto questo… Mi sarebbe piaciuto suonare uno strumento ed avere una band, ormai è troppo tardi, ho 31 anni, ci sono età per fare certe cose ed altre no: ora che imparo a suonare “wonderwall” avrei minimo 40 anni. Ti seguo da prima del “botto” dei Canadians, leggevo dell'entusiasmo genuino quando arrivavano i passaggi in radio e le prime recensioni positive. Comunque sia andata, hai vissuto un momento fantastico che capita a pochi. Ora ti restano solo i ricordi, ma scusami se è poco!

    Massimo

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