Book vs ebook

Mio padre ha quasi 71 anni.
A casa ha una quantità di libri che farebbe invidia ad un buon 99% dei miei conoscenti.
Libri in italiano e libri in inglese, perché durante i cinque anni passati in Australia doveva pur leggere.
Un giorno gli chiederò come cazzo sia riuscito a portarsi a casa un migliaio di libri da là.
Magari li spediva una volta finiti.

Comunque, il punto è: a mio padre ho regalato un kindle per il suo settantesimo compleanno.
Per lui è un modo come un altro per leggere.
Col vantaggio che, vista l’età, può ingrandire la dimensione del font.
Bellissimi i libri Isbn, ma provate a far leggere un Toxic a chi ha problemi di vista.

Dicevo: si siede in poltrona, legge, e quando finisce un libro ne inizia un altro. Semplicissimo.
Da gennaio ha letto una decina di libri sul kindle e due o tre di carta.
Per lui leggere un libro su carta o nel kindle è la stessa identica cosa.
A lui non frega un cazzo del profumo della carta (srsly, chi mi porta il profumo della carta come una delle cose più importanti dei libri mi fa ridere: state tutto il giorno ad annusare un libro? Io sto tutto il tempo a leggerlo), della copertina rigida o morbida, del font usato per il titolo, delle note in quarta di copertina, del fatto che i libri arredino.

A lui interessano le parole, le storie.
E le parole e le storie sono uguali sul kindle, sul kobo, sull’ipad, sui libri che usate come arredamento.

3 thoughts on “Book vs ebook

  1. Premettendo che concordo su quello che hai detto riguardo il fatto che tra ebook e libro in fatto di contenuti siano equivalenti, io, personalmente, non riuscire i mai a preferire un ebook a un libro. Non perché siano belli in una libreria, non per il loro profumo (anche se ammetto di amarlo) e non per tutte le cazzate che alcuni tirano fuori per aver ragione. Io ho il culto dell'oggetto che è il libro, ce l'ho da quando sono piccola, perché, nonostante non fossi una asociale, nei libri trovavo sempre persone migliori, più vicine a me di quelle fisicamente vicine a me. Mi immergevo con il naso nelle loro pagine, adoravo sfogliarli e pensare a tutti i possibili scenari che mi si potevano aprire davanti. Erano dei miei carissimi amici e solo guardandoli, sfiorandone la copertina, mi ricordavo le avventure vissute insieme. Ora, da più grande e forse questo ha giocato a suo sfavore, ho letto un ebook sul kindle. La storia l'ho apprezzata come avrei fatto con un libro, ma mi è mancato tutto il resto, quel contatto che nella mia vita ho sempre instaurato coi libri era più freddo con questo. Mi è mancato lo sfogliare veramente le pagine, mi è mancato infilarci il naso in mezzo (ho il naso lungo e nel kindle sbatte), ma, sciocchezze a parte, mi ha amareggiato, alla fine, il dover abbandonare il mio amico e sostituirlo con altro. Era come se al posto di tanti amici avessi un droide al quale cambiare carattere a seconda del mio volere. È questo il motivo per cui per quella che sono io il libro è migliore, ma alla fine la scelta è solo puramente psicologica e non bisognerebbe perderci il tempo che tante persone gli dedicano, accanendosi come se fossero ragione di vita o di morte. Nessuno ha ragione e nessuno ha torto.

  2. Io ho un kindle da Aprile, mia moglie da Gennaio.
    Per entrambi, è già impensabile tornare indietro.
    Di tutto le argomentazioni dei pro-cartaceo però, una la sento viva anche io. Arredano.
    O meglio, sono oggetti fisici che mi circondano e che riempiono la mia vita. Avere delle cose è bello.
    Un po' come per i dischi. Avere i dischi è bello, avere gli mp3 lo è meno.
    Boh.

  3. Concordo con te che l'essenziale siano le parole e le storie e che difese dei libri cartacei sappiano spesso più di scelta religiosa o di neoluddismo che di scelta razionale.

    Quello che mi frena da un'adesione piena e totale agli ebook è il fatto che tuo nipote un giorno potrà sicuramente leggere i libri di tuo padre, e le parole e i commenti che eventualmente ha aggiunto.
    A me è capitato con alcuni libri della mia bisnonna ed è stata un'esperienza piacevole.
    Mentre i floppy e alcuni filmini dei miei genitori sono già diventati “muti” e inutilizzabili, perchè richiederebbe troppo sbattimento (e soldi) poterli leggere o vedere.

    Ovviamente ho lo stesso timore per le foto digitali.

    Inoltre spesso l'incontro con un libro, come per molte cose nella vita, è un incontro “spaziale” e casuale: quel libro messo male che hai preso solo per sistemarlo e che poi invece hai letto.

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