Sedersi per terra ai concerti

È una merda perché:

  • Occupate il doppio del posto (quindi rompete il cazzo almeno il doppio, se non il triplo).
  • Mettete i vostri bicchieri di merda sul pavimento, così è un attimo urtarli e fare un disastro. Voto positivo per il bicchiere se decide di versare il suo contenuto su di voi.
  • Spesso vi esce mezzo culo dai pantaloni e non ho molta voglia di vedere un culo peloso a 10 cm da me. 
  • Se uno deve andare al cesso (o al bar o dove cazzo vuole) è il delirio: deve camminare con la stessa attenzione dedicata al disinnesco di una bomba o all’estrazione del cuore con l’allegro chirurgo. Nota di merito e pacca sulla spalla se vi cammina sulla mano. E vi faccio notare che non potete dire un cazzo, perché sul pavimento non dovrebbero esserci mani, a meno che non ve le siate preventivamente amputate e le abbiate gettate poi nella mischia.
  • Create il vuoto davanti al palco. Siete mai stati sul palco? Vi assicuro che è molto più bello vedere la gente in piedi. Se state seduti l’effetto è lo stesso di avere un pubblico costituito in buona parte da nani. 
  • Spesso costringete gente che odia sedersi per terra a farlo, insistendo sul “dai, non essere diverso, unisciti a noi, qui è bello, qui si sta bene, qui c’è la luce, qui siamo felici”. Cazzo, neanche i Visitors! E i Visitors almeno erano mediamente belli.
  • Non potete pretendere che ogni concerto abbia quella stracazzo di atmosfera intima e raccolta e oddioquantocivogliamobeneestiamotuttivicinivicinivicini. La gente odia la gente, mettetevelo in testa. E l’atmosfera intima e raccolta ha rotto il cazzo già ai tempi di Colombo. Volete stare comodi (che poi, come cazzo potete essere comodi col culo appoggiato al pavimento e la schiena sempre piegata in avanti?)? Bene, ma non rompete il cazzo a chi vi sta attorno. E non venite a dirmi che “eh, ma anche quando stiamo tutti in piedi è una merda e non si vede bene e questo e quello”. Non me ne frega un cazzo. Se volete stare seduti andate al teatro.

Perché poi mi girano i coglioni

Ieri ho parlato della possibilità di creare tweet falsi.
Ho sollevato il dubbio in mattinata (allegando immagine esplicativa):

Ne ho riparlato nel primo pomeriggio, linkando un articolo di Giornalettismo (che è stato in seguito integrato anche grazie ai miei commenti, dove suggerivo l’esistenza di siti appositi per creare tweet finti) e allegando altra immagine esplicativa:

Poi, sempre nel primo pomeriggio, ho postato un altro esempio di questi finti tweet (e siamo a quota tre immagini esplicative):

Subito dopo ho postato anche il sito da me utilizzato per crearli:

Nel frattempo, su invito di Maurizio Pesce di Wired, ho scritto un articolo sull’argomento, pubblicato su Wired poco prima delle 18:

Quaranta minuti dopo quelli di Squer.it hanno postato un articolo (rilanciato anche qualche ora più tardi) dove spiegano come creare tweet falsi.

“Una briciolina di Photoshop” vs “Una verniciata di Photoshop”.
Poco male, poteva succedere, è l’argomento del giorno. Peccato che, nell’articolo di Squer, mi citino postando due miei tweet in cui mostro l’utilizzo di LMTTFY, ma non quello dove chiaramente cito il sito.
Perché il sito lo hanno citato loro due paragrafi prima.
Bravi.
Sembra quasi che loro ne abbiano parlato, e poi “ehi, ecco un paio di esempi di una persona che lo conosce”. O questo, almeno, sarà il pensiero di tutti quelli che leggeranno l’articolo.
Però mi sembra una coincidenza molto strana.
Soprattutto perché l’autrice dell’articolo, tale @eliggia, ha inserito tre miei tweet tra i suoi preferiti: il primo in cui sollevo il dubbio, poi quello di Brunetta e la regola della L e, incredibilmente, quello in cui cito LetMeTweetThatForYou.

Siccome sono una persona che le cose cerca di dirle sempre chiaramente e che cita sempre le fonti (e che s’incazza quando succedono queste cazzate), ho fatto alcuni video molto “divertenti” (in realtà non sono divertenti: sono io che riprendo lo schermo del mac. Che ridere!) che provano quanto ho appena detto.
Se qualcuno si mette a editare in modo strano il post di Squer, cancellare qualche tweet o toglierne altri dai preferiti, il video farà la sua comparsa, e poi voglio vedere chi si inventa “eh, ma il video è stato truccato” 🙂

Bastava poco.
E invece.

Ciao ciao!

PS: qui ho embeddato alcuni tweet che, nel caso venissero cancellati, spariranno anche da questo post. Ovviamente ho girato un bel video del post stesso (questo post). Meglio tutelarsi, al giorno d’oggi 😉

Ultimi update nei commenti. Sembra sia stata davvero una coincidenza. Va bon, no problem allora.