Le scie chimiche e tua madre

Ogni volta che postate una notiziona del tipo “moriremo tutti a breve perché Fukushima ha ammazzato il 98% delle bestioline e bestiolone del Pacifico e, non avendo di meglio da fare, ha distrutto anche l’universo e i pesci e le zebre e l’arcangelo Gabriele e Franco Baresi” o “Le mozzarelle dell’esselunga contengono piccoli cobra indiani: svegliaaaaaaahhh!!!! Rivoluzione subito!!!!” o “Bisogna usare piccoli elmetti di alluminio a forma di scroto per combattere le radiazioni mortali dei telefoni: lo dice uno studio di Sarcazzolamadonna” o “Le torri gemelle non sono mai esistite: uno studioso dell’Università delle Madri degli Stronzi ci spiega perché” o “Da una ricerca dell’Università dello Schifo e della Merda sembra che leccarsi le dita dopo aver mangiato le Fonzies possa trasmettere l’aidiesse e l’intelligenza: scappiamo inorriditi”, io penso sempre “Ma ti rendi conto che hai linkato il sito di uno stronzo a caso e ti stai informando da qualcuno probabilmente affidabile come il mio gatto senza denti (e sia chiaro: il mio gatto senza denti è quasi sempre più istruito, più intelligente e più simpatico degli stronzi che scrivono questi articoli, e sicuramente meno allarmista)? E quando leggi che la ricerca di Tizio Smith e Caio Williams ha prodotto questi stracazzo di risultati, hai mai perso un minuto della tua vita su google per vedere se Tizio e Caio esistano davvero e se siano davvero i professoroni spacciati dall’articolo dello stronzo a caso di poco fa o semplicemente due simpaticoni che hanno messo in piedi un sito come Lercio (hint: le notizie di Lercio sono false. Lo sapevi, spero)?
Spoiler: 99 volte su 99 la notizia che hai creduto vera e che hai condiviso col mondo intero (nel tentativo disperato di ricevere la solidarietà che giustamente ci meritiamo tutti davanti all’eventualità che il mondo finisca dopo domani per colpa di un battito di ali nel buco del culo di Beppe Grillo) è falsa”.
Già. Falsa.
E le scie chimiche hanno rotto il cazzo. Quelle robine bianche che ora tutti, per colpa di qualche stronzo, chiamate scie chimiche (e pure io le chiamo così, per farmi capire al volo), son sempre state una cosa che mi ha affascinato fin da quando ero bambino: mi piaceva vedere gli intrecci e i disegni che componevano in cielo. Ci vedevo qualcosa di bello e poetico. Ora voi stronzi e tutti quelli del sveeeeegliaaaaaaaahhhhhhhporcalatroiadellevostremadriiiiiiiiihhhhhhhhhhsvegliaaaaaaaaaaaaaaaa avete rovinato anche questa poesia. Sì, avete rovinato questa maledetta poesia e non vi perdonerò. Detto questo: c’è google. Usatelo, or die trying.

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