Scrivo male ovunque

Da quando i tasti fisici dei telefoni sono stati rimpiazzati dal touch non sono più in grado di scrivere.

Ho provato milioni di tastiere diverse, alcune anche col T9 (e i tasti disposti come su un normalissimo telefono che ho avuto tra il 1999 e il 2010): la merda della merda.
Ora sto utilizzando swiftkey, ma spesso devo cancellare e riscrivere sei volte, perché ho i polpastrelli diversamente abili, e credo che la colpa sia anche delle dimensioni dello schermo.
In vita mia son passato dai 3,7″ dell’Htc Desire ai 4,7″ del Padfone2 di Asus ai 4,95″ del Nexus 5. In mezzo a questi ci son stati anche un paio di Blackberry (uno non credo di averlo mai usato, l’ho rifilato subito a mio fratello, che probabilmente ancora mi odia; l’altro è stato il mio primo telefono aziendale appena arrivato a Milano, ma ha cessato di vivere dopo pochi mesi).
Con ogni telefono ho pensato “dai, ora forse la smetterò di fare seimila refusi”. Il tempo di provare a scrivere e il risultato è sempre lo stesso. A questo punto inizio a collezionare certezze: la colpa è chiaramente mia.
Eppure ho le mani piccole, e le dita sono proporzionate alla dimensione delle mani. E i polpastrelli alla dimensione delle dita. Niente da fare: sono l’equivalente touch di un medico che deve scrivere una ricetta.

Da qualche settimana ho fatto il passo successivo: i 5,5″ dello Zenfone 2 che mi ha regalato Asus. Sembra enorme rispetto al Nexus 5 ed è un’utopia usarlo con una mano sola mentre con l’altra preparo la cena.

Certo, ha l’opzione per ridurre l’area di utilizzo dello schermo, così da poterlo usare una mano sola, ma evidentemente sono un caso irrecuperabile di incapacità di digitazione corretta al primo colpo.

Esteticamente però è proprio belloccio. Un paio di sere fa l’ho usato con Popcorn Time e devo dire che lo schermo più grande dei suoi predecessori s’è fatto amare parecchio.

Ah, dimenticavo: ha i tasti sul retro (per il volume, per catturare uno screenshot, per fare le foto, e sicuramente per fare altre mille cose che ancora non ho scoperto), così sui bordi non c’è niente che possa intaccare il design del tutto (e non a caso l’hanno presentato durante la Milano Design Week).

Comunque il vero problema è che, se prendo in mano una penna e provo a scrivere qualcosa, il corsivo non so più nemmeno cosa sia (il risultato sembra un misto tra l’arabo e l’alieno) e lo stampatello impiego più tempo a decifrarlo che a scriverlo.

I vicini hanno appena urlato: forse ha segnato qualcuno in Champions.

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